I due esponenti delle destra celebrano il Movimento Sociale Italiano, il Pd: “inaccettabile omaggio al fascismo”

Nonostante il giorno di cordoglio (per le esequie di Frattini) e di concentrazione (in vista dell’approvazione della Manovra di Bilancio) non mancano di suscitare polemiche e sdegno le parole condivise da una delle massime cariche dello Stato, il presidente del Senato Ignazio La Russa, e dalla ministra della Famiglia Isabella Rauti; in occasione dell’anniversario di fondazione del movimento neofascista Movimento Sociale Italiano, i due hanno celebrato la ricorrenza scrivendo sui propri social “nel ricordo di mio padre, che fu tra i fondatori del Movimento Sociale Italiano in Sicilia e che scelse con il MSI per tutta la vita, la via della partecipazione libera e democratica in difesa delle sue idee rispettose della Costituzione italiana” (La Russa) e “oggi voglio ricordare quando, a Roma, nasceva il Movimento sociale italiano. Onore ai fondatori ed ai militanti missini. Le radici profonde non gelano”. (Rauti).

Immediata la reazione delle opposizioni: “solo qualche giorno fa hanno giurato sulla Costituzione antifascista ed ora esaltano fondatori, nascita e storia del Msi. Isabella Rauti e Ignazio La Russa sono incompatibili con i loro ruoli di governo e istituzionali. Una deriva culturale inqualificabile. Dimissioni! -scrive su Twitter il deputato del Pd Stefano Vaccari, mentre l’ex parlamentare dem Emanuele Fiano commenta – hai capito? Per l’MSI il fascismo, quello dell’omicidio Matteotti, del Tribunale Speciale, della chiusura dei partiti, dei sindacati, dell’annullamento del Parlamento, dell’istituzione della censura, delle torture, delle violenze, delle leggi razziali, della servile alleanza con bastardi criminali nazisti semplicemente non andava rinnegato. Poi per cara grazia non andava restaurato. E oggi viene esaltato da esponenti del governo e dalla seconda carica dello Stato. Che si prende la rivincita di una vita. E voi? Ex colleghi in Parlamento? Tutti zitti“.

Il Msi è stato protagonista di destra nell’emiciclo del Secondo Dopoguerra, spesso coinvolto indirettamente in azioni stragiste di stampo neofascista.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA