Haaretz sostiene che il rilascio degli ostaggi di Hamas potrebbe avvenire entro pochi giorni
Si continua, incessantemente, a versare sangue nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riporta Ansa citando fonti locale nella notte le forze israeliane hanno condotto un raid aereo a Khan Yunis, nel Sud, con l’obiettivo di colpire la famiglia di Yunis Al Astal, membro di Hamas. Nell’operazione sono morte almeno 22 persone e 100 sono i feriti.
L’esercito israeliano ha spiegato di aver condotto “blitz mirati” anche nel Nord della Striscia utilizzando tank, operazione definita come preparativa per le “prossime fasi dei combattimenti“, dall’esercito si sottolinea che “i soldati sono poi usciti dall’area alla fine dell’attività“. L’esercito ha riferito di un lancio di razzi da Gaza verso Israele. Un portavoce militare israeliano ha reso noto che l’esercito ha ucciso il Comandante di Hamas responsabile del lancio di razzi della zona di Kahn Younis, Hassan Al-Abdullah.
La campagna di attacchi aerei sulla Striscia di Gaza, stando a quanto riporta il ministero della Sanità di Gaza gestito da Hamas, avrebbe causato la morte di oltre 7.000 palestinesi. Altre 100 vittime si conterebbero nella Cisgiordania occupata. Dalla Mezzaluna rossa palestinese giunge la notizia che 12 camion di aiuti umanitari sono arrivati, tramite il valico di Rafah, nel territorio palestinese.
L’ambasciatore palestinese all’Onu, Ryad Mansour alla sessione speciale di emergenza dell’Assemblea Generale ha chiesto i fermare “le bombe e salvate vite. Le vite dei 2,3 milioni di civili a Gaza, le vite dei bambini, 3mila bambini innocenti sono stati uccisi da Israele nelle ultime tre settimane. È questa la guerra che alcuni di voi stanno difendendo? Questa guerra può essere difesa? Questi sono crimini, sono barbarie. Fermatela per le vite che ancora possono essere salvate“. Il presidente dell’Assemblea Generale Onu, Dennis Francis, ha dichiarato: «condanno l’attacco di Hamas contro Israele, la cui brutalità è inaccettabile e non ha spazio in questo mondo. Allo stesso modo, respingo l’attacco di civili indifesi a Gaza da parte di Israele. Il diritto di difendersi non deve e non può permettere un attacco di queste proporzioni, le regole di guerra impongono che i civili devono essere protetti a tutti i costi».
Intanto secondo quanto riporta il giornale israeliano Haaretz entro “pochi giorni” dovrebbe avvenire il rilascio di un “numero significativo” di ostaggi di Hamas. Il quotidiano cita fonti israeliane e straniere, spiegando sarebbero in corso le trattative anche se al momento non è possibile dire con certezza quante persone potrebbero essere rilasciate e in quali condizioni versino. Hamas ha fatto appello ai musulmani di tutto il mondo affinché giovedì e domenica prendano parte a proteste di massa chiedendo l’apertura del valico di Rafah, secondo quanto riporta il Times of Israel che riporta un comunicato di Hamas: «chiediamo al nostro popolo in tutta la patria e fuori di essa, e a tutti i membri della nazione araba e islamica, e alle persone libere del mondo, di intensificare la mobilitazione popolare nei prossimi giorni e di manifestare attivamente venerdì e domenica con lo slogan ‘Aprire il valico di Rafah’ e ‘Fermare la guerra genocida contro Gaza’». Lo stesso giornale riporta le parole della coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, Lynne Hastings, che in una nota spiega che “le persone non possono fare altro se non scelte impossibili, nessun posto è sicuro a Gaza“. A proposito degli ostaggi il portavoce delle Brigate al Qassam, Abu Obeida, ha annunciato su Telegram che gli attacchi israeliani hanno provocato la morte di circa 50 ostaggi a Gaza. Secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche russe alcuni rappresentanti di Hamas e dell’Iran andranno a Mosca per dei colloqui.
In una telefonata a Papa Francesco il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha denunciato la strage di civili che si sta compiendo a Gaza. La presidenza turca ha reso noto che Erdogan ha spiegato al pontefice come “gli attacchi israeliani contro Gaza hanno raggiunto il livello del massacro“, poi ha condannato la mancata indignazione della comunità internazionale intorno agli attacchi in corso. Francesco ha espresso il suo dolore per la situazione a Gaza e ribadito la posizione della Santa Sede che sostiene la soluzione dei sue Stati e uno statuto speciale per la città di Gerusalemme.
Intanto a Bruxelles il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato che “non può esserci un cessate il fuoco. Si potrebbe trovare un accordo per una eventuale breve sospensione per far uscire la popolazione civile e i cittadini che hanno doppio passaporto, penso anche al gruppo di 19 persone tra i quali ci sono 14 italiani. Vedremo domani cosa diranno i capi di Stato e di governo“. Tajani è anche tornato sulle polemiche dei giorni scorsi, sostenendo che “il segretario generale Guterres ieri ha chiarito la sua posizione, ha detto cose un po’ diverse e ha spiegato di essere stato male interpretato. Non credo che dobbiamo accendere altre polemiche. La Turchia fa parte della Nato. La posizione italiana è chiara, la ripeto: Hamas è un’organizzazione terroristica“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/ABIR SULTAN