Per il conflitto in medio Oriente Sanchez propone conferenza internazionale di pace
Inizia oggi il Consiglio europeo, a Bruxelles. Sono diversi gli argomenti di discussione a partire dal conflitto nella Striscia di Gaza e i Ucraina, ma anche il dossier migranti e temi economici.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lanciato un appello all’unità ieri. Per la crisi in Medio Oriente si dovrà discutere se, nelle conclusioni del Consiglio, parlare di “pausa umanitaria” o “pause” oppure ancora “finestre“, ma un alto funzionario si dice certo “che si troverà un’intesa“, nonostante i 27 siano animati da sensibilità diverse (l’Irlanda, per esempio, vorrebbe parlare apertamente di tregua mentre la Germania sarebbe più cauta).
In materia di migranti si chiederà invece maggiore cooperazione tra gli Stati sulla sicurezza e una accelerazione sui rimpatri, come anticipato nella lettera della presidente della Commissione von der Leyen. La presidente ha spiegato, arrivando al vertice, che il conflitto tra Hamas e Israele “rischia di estendersi” mentre “i migranti sono spinti da questi conflitti verso una vita migliore e possono arrivare sulle nostre coste in grandi numeri. Di fronte a tutto questo l’Ue deve essere risoluta“, aggiungendo che “la revisione del bilancio è stata proposta per essere capaci di affrontare sfide” come quella ucraina e come quella migratoria.
Intanto il primo ministro ad interim spagnolo, Pedro Sanchez, ha proposto che entro 6 mesi si tenga conferenza di pace internazionale per la situazione mediorientale, “dalla Spagna proponiamo che si possa celebrare una conferenza internazionale di pace entro sei mesi affinché tutta la comunità internazionale si senta coinvolta e possiamo arrivare alla soluzione a due Stati” ha spiegato.
La presidente del Consiglio Meloni in merito alla questione del conflitto tra Hamas e Israele ha spiegato che “stiamo facendo un lavoro comune per una de-escalation, per evitare un conflitto che potrebbe avere proporzioni inimmaginabili. C’è pienezza e unità di intenti su questo. Penso che l’Ue possa giocare un ruolo importante in questa fase“. La premier ha poi sottolineato di non credere che “Hamas c’entri niente con la questione palestinese“, aggiungendo che non è corretto “dire che le cose atroci che ha fatto le ha fatte per difendere la causa palestinese. Credo che sia giusto trovare un modo per ribadirlo a chi lo sa e per raccontarlo per chi non la vede così” e in questo senso “uno degli strumenti più efficaci per sconfiggere Hamas sia dare concretezza e tempistica alla questione palestinese. Dare maggiore peso all’Autorità nazionale palestinese. Questo è un ruolo che l’Europa può giocare“.
Meloni ha espresso soddisfazione per le parole di von der Leyen a proposito dell’emergenza migranti, ringraziandola per la lettera ha sostenuto si tratti della dimostrazione che “l’Europa intende andare avanti concretamente sull’immigrazione“.
Al suo arrivo a Bruxelles il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato: «non sosteniamo questo tipo di politica migratoria e non vogliamo fornire denaro ai migranti. Né vogliamo stanziare fondi per l’Ucraina a meno che non riceviamo una proposta molto valida». Secondo Orban la proposta al momento “non ha alcuna seria argomentazione professionale o politica a sostegno: è improbabile che funzioni, quindi per il momento la respingeremo e vedremo cosa riusciremo a inventarci“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/OLIVIER MATTHYS