Lo conferma uno studio, l’annuncio del nipote. Il poeta fu ucciso dal regime di Pinochet
La sua penne era spada, le sue poesie disturbavano multinazionali americane, gerarchi e dittatori. Per questo Pablo Neruda doveva morire, e per questo il regime di Pinochet lo ha ucciso avvelenandolo durante un ricovero. Lo ha annunciato il nipote del Premio Nobel per la letteratura, Rodolfo Reyes, a pochi giorni dalla possibile conferma ufficiale degli scienziati forensi che si riuniranno oggi.
La rivelazione potrebbe porre fine a decenni di insabbiamento della sanguinosa dittatura di Augusto Pinochet, che aveva dichiarato che Neruda era morto in seguito a complicazioni legate al cancro alla prostata. Per anni l’autista del poeta aveva sostenuto che si trattasse di avvelenamento. Lunedì è arrivata la conferma. .
Gli esperti di Cile, Canada e Danimarca pubblicheranno ufficialmente oggi prove e campioni per capire se effettivamente il poeta sia stato ucciso. Ma già anni fa alcuni esperti internazionali di scienze forensi avevano scartato la versione del regime, ma non erano riusciti a determinare cosa avesse ucciso Neruda. Dai documenti su cui, tramite un avvocato, è riuscito a mettere mano il nipote risulta che sono state riscontrate tracce di tossina nelle ossa e in un molare del poeta. E dalle analisi di laboratorio risulta che la tossina sia stata somministrata a Neruda quando il poeta era ancora vivo, dopo un’iniezione allo stomaco.
Una penna scomoda
Poeta, letterato, intellettuale e membro del Partito comunista cileno, Pablo Neruda era estremamente inviso al regime di Augusto Pinochet, il gerarca sostenuto dagli Stati Uniti che pose fine al governo democratico di Salvador Allende. ma non solo: in Canto Generale, tra le sue opere più importanti, Pablo Neruda denunciò anche i soprusi e le violazioni dei diritti umani e civili, la corruzione e il malaffare che gravitavano intorno ad alcune multinazionali americane.
Fu però anche una figura controversa. Nello specifico, i gruppi femministi cileni lo accusano di stupro. In un passaggio delle sue memorie infatti Neruda ricostruisce un rapporto sessuale avuto con una domestica, di cui lei dalle parole del poeta non risulta consenziente. Vergara Sánchez, tra le leader della battaglia per impedire di chiamare l’aeroporto di Santiago in onore del poeta, ha dichiarato «è ora di smettere di idolatrare Neruda e iniziare a parlare del fatto che abbia commesso abusi; essere un artista famoso non lo esenta dall’essere uno stupratore».
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/FELIPE TRUEBA