Lo studio pubblicato su Current Biology rivela i segreti del cervello dei cefalopodi
Un gruppo di scienziati è riuscito a registrare per la prima volta l’attività cerebrale di polpi che si muovono liberamente, inserendo elettrodi e un registratore di dati direttamente all’interno delle creature. Lo studio che ne è seguito, pubblicato su Current Biology, svela così nuovi dettagli su come funziona il sistema nervoso di questi curioso animali.
“I polpi – spiega il dottor Tamar Gutnick, primo autore e ricercatore post dottorato presso l’Unità di Fisica e Biologia dell’Okinawa Institute of Science and Technology (OIST)- sono l’animale perfetto da studiare come confronto con i mammiferi se vogliamo capire come funziona il cervello: hanno un grande cervello, un corpo incredibilmente unico e abilità cognitive avanzate che si sono sviluppate in modo completamente diverso rispetto a quelle dei vertebrati”. Le “cavie” hanno un’unica pecca: a differenza dei vertebrati, i polpi sono molli e quindi non hanno un cranio su cui ancorare l’apparecchiatura di registrazione. Che dal momento che “i polpi hanno otto braccia potenti e ultra-flessibili, che possono raggiungere ovunque sul loro corpo” rischiava di essere rimossa dallo stesso animale. “Se provassimo ad attaccare fili su di loro – continua Gutnick- li strapperebbero immediatamente, quindi avevamo bisogno di un modo per mettere l’attrezzatura completamente fuori dalla loro portata, mettendola sotto la loro pelle”. Per questo il team ha adattato, rendendoli impermeabili, dei piccoli registratori di dati leggeri, originariamente progettati per monitorare l’attività cerebrale degli uccelli in volo.
Le batterie hanno consentito fino a 12 ore di registrazione continua sul “paziente” scelto dai ricercatori, cioè l’Octopus cyanea o polpo diurno. Gli scienziati hanno anestetizzato tre polpi e impiantato un registratore in una cavità nella parete muscolare del mantello. Una volta completato l’intervento chirurgico, i polpi sono stati riportati nella vasca e monitorati. Al loro risveglio, cinque minuti dopo, i polpi si sono ripresi e hanno trascorso le successive 12 ore dormendo, mangiando e muovendosi, mentre veniva registrata la loro attività cerebrale. Il registratore e gli elettrodi sono stati quindi rimossi dai polpi e i dati sono stati sincronizzati con il video. La scoperta più importante sono alcuni modelli di attività cerebrale distinti, formati da oscillazioni lente e di lunga durata che non erano mai state documentate prima.
di: Caterina MAGGI
FOTO: PIXABAY