tribunale

Delusi i parenti delle vittime

Rinviato di una settimana il processo per il crollo del ponte Morandi. A causare il rinvio è la positività al covid di uno dei legale di Spea.

In aula oggi si sarebbe dovuto procedere con il controesame dell’ingegnere di Cesi Fabrizio Gatti e sentire il figlio dell’ingegnere che progettò il viadotto, Maurizio Morandi. Il legale ha chiesto il rinvio perché non è riuscito a preparare il controesame né a preparare un suo collaboratore di studio.

Dopo un battibecco piuttosto acceso tra il pubblico ministero Walter Cotugno e l’avvocato Luca Marafioti si è deciso di riprendere le udienze martedì prossimo, il 9 maggio, ed è stato deciso di non ascoltare Morandi, data la sua età, ma di acquisire le sue dichiarazioni rilasciate durante le indagini.

Emmanuel Diaz, fratello di una vittime, spiega lo scontento dei familiari: «i giudici si sono incaricati di fornire una strategia alle difese, di rinviare sempre tutto, ci hanno fatto vedere che se si deve rinviare si può rinviare, che se uno è stanco per fare domande è possibile rinviare. Oggi sono qui con un po’ meno fiducia nei confronti del collegio. Quando inizieranno a trattarli come quello che sono e cioè terroristi? Ricordiamoci che stiamo parlando di 43 morti e 28 feriti gravi. Gli imputati riescono a ottenere più benefici di noi. Ma sono loro che possono permettersi di tirarla per le lunghe, noi no».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO