polizia

Un passante ha avvisato il 112 dopo aver visto il ragazzo che spingeva il carrello verso i rifiuti

A Roma, nel quartiere Primavalle, una 17enne è stata uccisa presumibilmente a coltellate, rinchiusa in un sacco nero e buttata in un carrello della spesa abbandonato vicino ai rifiuti.

Un passante ha dato l’allarme dopo aver visto un ragazzo uscire dallo stabile con un carrello e spingerlo verso i rifiuti: dal sacco nero colava del sangue.

Il 17enne, coetaneo della vittima, è stato fermato e interrogato per tutta la notte: ora è in stato di fermo, accusato di omicidio. Al momento del fermo aveva le scarpe sporche di sangue. Secondo la ricostruzione, avrebbe aggredito la ragazza con almeno cinque o 6 coltellate in varie parti del corpo, mentre lei cercava di difendersi. Non erano fidanzati ma forse si frequentavano da qualche tempo. La 17enne non sarebbe stata incinta.

Per avere ulteriori informazioni sarà necessario attendere l’autopsia, ma in base alle prime ricostruzioni sembra che l’omicidio possa risalire a diverse ore prima. Non si esclude nemmeno che la 17enne possa esser morta da qualche giorno.

La polizia ha acquisito tutte le telecamere della zona e sta raccogliendo le testimonianze dei residenti che hanno definito il quartiere “non facile”.

Le dichiarazioni dei testimoni e della madre

L’uomo che ha chiamato la polizia e ha fatto scoprire il corpo di Michelle Causo è un residente nel condominio di via Dusmet.

“Quando sono uscito di casa lui aveva un sacco e le scale erano piene di sangue. Gli ho chiesto di farmi passare e ho scavalcato il sacco nero. Era pesante. Ho parlato con lui e gli ho chiesto se gli serviva una mano e che cosa fosse. E lui ha detto: ‘Pesce‘. Allora ho parlato con la mia compagna e ho chiamato la polizia. Lui è andato via con il carrello. Era agitato, sudava tanto. Non ho sentito rumore nelle ore precedenti. All’inizio non mi sono spaventato perché io lavoro con la carne, ma quando mi ha detto che era pesce mi sono preoccupato. Non l’ho mai incontrato prima, la mia compagna lo aveva già visto una volta», ha concluso.

È poi intervenuta anche Cristina, la proprietaria di un locale vicino al luogo dove è stato trovato il corpo della ragazza: «stava quattro metri dal negozio questa povera ragazza. È arrivato un poliziotto in divisa e si è fermato accanto al carrello. Mi ha chiesto da quanto tempo stesse là. Io gli ho detto: ‘Sicuramente tra le 13.30 e le 16.30′ Non ho visto chi l’ha messo. Non conoscevo né il ragazzo né lei. Il carrello non grondava di sangue. C’era un telo colorato che avvolgeva qualcosa. Sopra ci stava un sacco dell’immondizia nero. Si vedeva qualche macchia rosata», ha detto ancora la signora.

«So che lei va al Gassmann e lui pure. Non li ho mai visti e di lui non c’è ancora una foto per cui non lo so chi è», ha concluso.

«Me l’hanno massacrata», ha detto la madre di Michelle disperata.

La vittima

La vittima si chiamava Michelle Maria Causo e frequentava il liceo psicopedagogico Vittorio Gassman.

Gli amici, increduli, la descrivono come “intelligente e tranquilla, la classica ragazza di periferia”. Anche uno dei compagni di classe l’ha voluta ricordare dicendo: «era in classe con me, era una ragazza tranquilla, forse un po’ agitata ma come ognuno di noi».

La telefonata al 112

Al 17enne si sarebbe arrivati dopo la telefonata di un passante al 112. «Ho visto quel ragazzo scendere con un carrello e un bustone nero dei rifiuti da cui cola del liquido – avrebbe detto agli operatori – si sente anche un odore forte». Gli agenti, una volta giunti sul posto, hanno trovato macchie di sangue che dal portone di un palazzo portavano al cassonetto in via Stefano Borgia.

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO e Alice GEMMA

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI