Il presidente del Movimento 5 Stelle Conte ha strappato il testo
Disputa alla Camera sul salario minimo. Dopo la bocciatura dell’emendamento presentato dalle opposizioni, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha ritirato la sua firma dal provvedimento e ha strappato il testo. Hanno ritirato la firma anche la segretaria del Pd Elly Schlein, Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi-Sinistra, Matteo Richetti di Azione e Riccardo Magi di +Europa.
«La presidente Meloni e il governo ha gettato la maschera. La maggioranza ha voltato le spalle a 3,6 milioni di lavoratrici e lavoratori, che hanno dichiarato di vergognarsi per la condizione in cui sono con buste paga da fame – ha dichiarato Conte – Noi, invece, riteniamo che oggi chi si deve vergognare è chi ha votato no a questa legge, che è stata fatta a pezzi. Con questa modalità della legge delega si prende proditoriamente in giro tutta questa platea di lavoratrici e lavoratori. Questo gesto proditorio non lo compirete in mio nome e nel nome del M5S. Per questa ragione ritiro la firma da questo provvedimento, perché state facendo carta straccia del salario minimo legale. Questa battaglia è stata, con questo voto, rallentata, ma noi la vinceremo, il Paese è con noi».
Schlein attacca il governo: “pugnalate alle spalle le persone sfruttate”
«Avete scelto definitivamente da che parte stare, chi rappresentare, quali interessi difendere. Doveva essere un governo dalla parte degli italiani, siete solo dalla parte degli sfruttatori, e avete dato uno schiaffo agli sfruttati – ha dichiarato Schlein in Aula alla Camera – Oggi con questa scelta affossate il salario minimo su cui abbiamo raccolto oltre 500mila firme, ve ne siete fregati, gli avete tolto pure il nome. Puntate a cancellarlo dalla memoria collettiva, a rimuoverlo dal dibattito pubblico, a degradarlo a un capriccio delle opposizioni. Avete scritto una delega dove non ce ne è traccia. Aiutatemi a spiegarlo agli italiani: voi oggi votate contro una legge che dice che sotto i 9 euro non è lavoro, è sfruttamento. Allora ditelo: a voi va bene lo sfruttamento. Vergogna. State pugnalando alle spalle le persone sfruttate perché non avete il coraggio di guardarle negli occhi mentre affossate una proposta giusta per l’Italia».
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI