open arms

A difendere il ministro l’avvocato Giulia Bongiorno

Nuova udienza nell’aula bunker dell’Ucciardone, a Palermo per il processo Open Arms. Il ministro Matteo Salvini è stato accusato di sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio per aver impedito nell’agosto 2019 lo sbarco di 163 migranti per 19 giorni.

L’avvocato del ministro è Giulia Bongiorno, mentre tra i testimoni ci sono Oscar Camps, fondatore di Open Arms, Inas Urrosolo Martinez De Lagos, medico a bordo della Missione 65, e Ricardo Barriuso Leoz, primo ufficiale sulla nave all’epoca dei fatti.

Le parole di Salvini

«Dall’udienza di oggi a Palermo, dove rischio fino a 15 anni di carcere, sono emerse notizie interessanti: la Ong aveva rifiutato, anche se non aveva ancora immigrati a bordo, di aiutare Alan Kurdi che lamentava di averne troppi. Poi l’imbarcazione spagnola veniva assistita in tutti i modi, con continue telefonate dall’Italia, potendo perfino contattare personaggi del calibro di Angela Merkel e Richard Gere. Inoltre aveva declinato sdegnosamente gli aiuti e i porti di Malta e Spagna, a costo di aumentare i giorni di navigazione: l’obiettivo era sbarcare solo in Italia”.

Gli interventi in udienza

È intervenuto Camps per primo: «siamo dovuti intervenire per raccogliere una persona che si era lanciata in mare. Sull’imbarcazione dei soccorritori c’era molta tensione. Alcune persone avevano la scabbia, altre erano disidratate. Oltre alla mancanza di acqua, non c’erano medicine a sufficienza. Erano tutti provati per una situazione assolutamente insalubre».

«Fino al marzo 2018 abbiamo agito sempre coordinati dalla Guardia costiera italiana, soccorrendo tra 25mila e trentamila persone. La Guardia costiera dopo quella data ha finito di coordinare le operazioni con le navi umanitarie. Poi non abbiamo più ricevuto informazioni dalla Guardia costiera italiana, né abbiamo ricevuto alcun coordinamento, ritengo a causa del cambio del vertice della politica e della Guardia costiera. Noi abbiamo continuato a informare la Guardia costiera attraverso mail e telefono praticamente tutti i giorni sui nostri movimenti, pur sapendo di essere stati sempre monitorati. In questi anni abbiamo salvato nel Mediterraneo migliaia di vite umane», ha detto ancora Camps.

L’avvocato Bongiorno ha fatto poi notare che la certificazione spagnola della nave Open Arms fissava in 19 il numero massimo di persone che poteva trasportare, mentre nell’agosto 2019 c’erano 19 uomini di equipaggio e 147 migranti raccolti nel Mediterraneo. Camps ha quindi subito replicato che bisogna saper distinguere tra trasporto e salvataggio: nel caso del salvataggio non ci sono limiti al soccorso ed è previsto lo sbarco nel porto “vicino più sicuro” che Roma non ha mai indicato. 

Giulia Bongiorno ha chiesto di mettere agli atti la mail di Angela Merkel. Camps ha quindi inoltrato il testo alla mail fornita dai giudici. Il testo, essendo scritto in tedesco, non è stata letto in aula.

di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/ ALFREDO PECORARO