Il ministro della Cultura vuole inserire la lingua italiana nella Costituzione
Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano vuole inserire la lingua italiana in Costituzione. Lo afferma in un’intervista al Messaggero nella quale critica l’uso di parole straniere, soprattutto inglesismi: usarli, sostiene, denota “un certo snobismo, molto radical chic, che spesso nasce dalla scarsa consapevolezza del valore globale della cultura italiana e della sua lingua, ricca di vocaboli sfumature diverse”.
«La consacrazione della lingua nazionale è in molte Costituzioni, di gran parte dei Paesi non solo europei, come ha opportunamente ricordato Federico Guiglia. Quindi si tratta di essere coerenti con altre grandi nazioni europee e occidentali, e già il presidente Meloni presentò una proposta in tal senso. Poi, naturalmente, la riforma va armonizzata con il quadro di riforme a cui sta lavorando il ministro Casellati».
Valditara: maturità torna a svolgersi come prima del Covid
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha annunciato che l’esame della maturità tornerà a svolgersi come prima che la pandemia da Covid imponesse nuove regole. La legge del 2017 non verrà modificata: «è la legge in vigore. Prima di decidere ho sentito esperti e addetti ai lavori. Alla fine è parsa la soluzione più ragionevole. Se dovesse funzionare male, si interverrà, ma l’idea che si cambi la maturità solo per mettere un timbro trovo sia inappropriata».
Per quanto riguarda l’orale, arriverà una circolare che spiega come verrà svolto. «Deve valorizzare le competenze degli studenti e verificare la loro capacità di fare collegamenti tra le materie. Non deve esserci l’interrogazione in italiano, in greco o in matematica».
Valditara, riporta Tgcom24, ha parlato anche delle occupazioni e della necessità di valorizzare docenti “più formati”: «Per me vale il principio che chi rompe, paga. Se ci sono dei danni questi danni vanno perseguiti innanzitutto civilmente. Ci vuole un patto di legalità che renda responsabili le famiglie per i danni compiuti. – E ancora aggiunge: – pagando di più gli insegnanti più formati e con responsabilità particolarmente delicate come i docenti tutor, noi intendiamo valorizzare il merito di chi si assume particolari responsabilità».
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA / CIRO FUSCO