Un diplomato su 10 è carente e il dato è preoccupante: 12,7%
Save the Children lancia l’allarme: il 12,7% degli studenti non arriva al diploma, perché abbandona precocemente gli studi, mentre il 23,1% dei 15-29enni in Italia non sa cosa fare dopo gli studi.
Non solo: nel rapporto si segnala una forte disparità geografica nelle “dispersione implicita”, che risulta più alta in Campania, al 19,8%.
Per le prove invalsi 2022, se si guarda alle competenze nelle singole materie, in Campania, Calabria e Sicilia più del 60% degli studenti non raggiunge il livello base delle competenze in italiano, mentre quelle in matematica sono disattese dal 70% degli studenti in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Altro discorso delicato è il tema dell’abbandono: nella maggior parte delle regioni del sud va ben oltre la media nazionale (del 12,7%), con punte in Sicilia (21,1%) e Puglia (17,6%) e valori decisamente più alti rispetto a Centro e Nord anche in Campania (16,4%) e Calabria (14%).
Coerentemente con l’indice di “dispersione implicita”, laddove è più basso, le scuole primarie hanno assicurato ai bambini maggior offerta di tempo pieno (frequentato dal 31,5% degli studenti contro il 24,9% nelle province ad alta dispersione), maggior numero di mense (il 25,9% delle scuole contro il 18,8%), di palestre (42,4% contro 29%) e sono inoltre dotate di certificato di agibilità (47,9% contro 25,3%).
La soluzione è nei soldi: investire un miliardo e 445 milioni per garantire il tempo pieno in tutte le classi della scuola primaria statale e “per questo chiediamo al nuovo governo che si formerà un investimento straordinario che parta dalla attivazione di aree ad alta densità educativa nei territori più deprivati“, afferma Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.
di: Federico ANTONOPULO
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