Indignazione nel Paese dopo la condanna agli stupratori di una bambina

Il Marocco è attraversato in queste ore da un’ondata di indignazione e shock: il tribunale ha condannato a soli due anni di prigione tre uomini che hanno stuprato una bambina, 11enne all’epoca dei fatti.

La piccola, che oggi ha 13 anni, dopo esser stata violentata è stata anche minacciata di morte con tutta la famiglia. Oggi vive in un piccolo villaggio del Nord e ha un bambino, che il test del DNA nel corso del processo, ha confermato essere il figlio di uno degli stupratori.

Nonostante tutte le aggravanti (l’identificazione ha dimostrato che i tre sono padri di famiglia e uno di loro è vicino di casa della piccola vittima), la sentenza è stata di due anni di galera.

Ci sono lettere di sociologi, pubblicate dai principali quotidiani, che denunciano la “normalizzazione di una cultura dello stupro e dell’impunità” da parte del tribunale. Il ministro della Giustizia, Abdellatif Ouabi, impegnato in questi mesi in un enorme lavoro di riforma del codice penale, è stato sommerso dalle critiche e dagli insulti.

E lo scandalo non accenna a placarsi.

di: Micaela FERRARO

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