In chiusura al G7 i leader tirano le somme. Scholz sul price cap: obiettivo ambizioso, richiede molto lavoro. Peskov: per tetto ai prezzi occorre discutere con Gazprom
Nel terzo e ultimo giorno del G7, la chiusura dei lavori è affidata al padrone di casa Olaf Scholz. Il cancelliere, ringraziando gli organizzatori, il personale e la popolazione, ha voluto celebrare nuovamente il valore di questi meeting.
«Siamo uniti: Putin non deve vincere questa guerra – ribadisce Scholz – continueremo a tenere alto il prezzo» dell’invasione.
Tanta la carne messa al fuoco: oltre alla guerra in Ucraina si è parlato molto anche di cambiamento climatico, costo dell’energia, transizione ecologica, crisi alimentare e le differenze di genere.
Tutti nodi sui quali la discussione proseguirà “come abbiamo fatto qui“.
«Questo vertice è stato estremamente importante, dobbiamo parlarci gli uni con gli altri» spiega Scholz, e che ribadisce il valore dei vertici in presenza: «abbiamo molta fiducia reciproca e questo ci aiuterà».
Oggi si è tenuto un ultimo incontro a cinque fra Draghi, Johnson, Biden, Macron e Scholz.
Riguardo al price cap sul petrolio, Scholz ammette che si tratta di un “obiettivo molto ambizioso, che richiede molti presupposti e che sarà legato a molto lavoro“. A tal proposito il Cremlino ha già avvisato che un eventuale tetto sul prezzo del gas da parte dei Paesi G7 “dovrebbe essere discusso con Gazprom“.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron prende la parola in chiusura al vertice. Riprendendo le parole di Zelensky, che poco prima aveva definito Putin “sponsor del terrorismo”, il titolare dell’Eliseo precisa di non condividere questa qualifica della Russia, confermando la linea diplomatica improntata ai negoziati e alla de-escalation quantomeno verbale.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/CHRISTIAN BRUNA