Dal Cremlino si smentisce l’ipotesi di un colloquio con Macron
Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato che “per quanto riguarda le prospettive per un qualche tipo di negoziato, al momento non le vediamo”. Il portavoce ha anche spiegato di “concordare” con le parole del Segretario di Stato americano Anthony Blinken che nei giorni scorsi ha parlato di una pace durature e giusta, infatti “ciò che sta accadendo dovrebbe essere una pace equa e a lungo termine” ha dichiarato Peskov.
Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha invece ribadito che, nonostante il price cap di 60 euro al barile “il petrolio russo era e rimarrà richiesto. Le catene di fornitura cambieranno ma non c’è nessuna tragedia in questo”.
Intanto è stato richiesto al tribunale Lefortovo di Mosca, dagli investigatori del Servizio di sicurezza federale, un mandato di arresto (in contumacia) per la vicepremier ucraina Irina Vereshchuk, e la vice ministra degli Esteri, Emine Dzhaparova. Le due donne sono accusate di aver violato l’integrità territoriale della Federazione Russa e sono state inserite nella lista dei ricercati internazionali. Per la legge russa rischiano fino a 10 anni di carcere.
La portavoce del ministero degli Esteri del Cremlino, Maria Zakharova, ha annunciato che il ritiro russo dalla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia o il “trasferimento del controllo su di essa a qualche parte terza è fuori discussione“. Zakharova ha inoltre sottolineato che sarebbe “inopportuno” sostenere che le parti siano vicine all’accordo, alludendo a quanto dichiarato dal direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi.
L’assistente del Presidente della Federazione Russa per gli affari internazionali, Yury Ushakov, ha dato notizia che il colloquio tra il presidente russo Putin e l’omologo francese Macron non è previsto. Ushakov ha voluto anche precisare che il presidente francese “parla molto di voler mantenere i contatti e il dialogo con Putin, ma finora non sono stati fatti passi concreti in questo contesto”. intanto il presidente Putin venerdì a Bishkek, nel Kirghizistan, parteciperà al vertice dell’Unione eurasiatica.
«Molti vedono avvicinarsi una nuova Guerra fredda che contrappone gli Stati Uniti alla Cina. Non sottoscrivo questa visione. Stiamo invece vivendo la fine di una fase eccezionale di globalizzazione, all’interno delle dinamiche di un mondo multipolare» sono le parole del cancelliere tedesco Olaf Scholz. Secondo Scholz, in merito alla questione cinese, “l’ascesa della Cina non giustifica il suo isolamento o la limitazione della cooperazione“.
Notizie dal fronte
Dalla Russia intanto arrivano notizie dell’incendio di un serbatoio di petrolio nell’area dell’aeroporto della città di Kursk scatenato da un attacco compiuto dai droni. La notizia è stata diffusa su Telegram dal governatore della regione, Roman Starovoit, che ha rassicurato: «non ci sono vittime e l’incendio è stato circoscritto. Tutti i servizi speciali operano sul posto».
Serghei Shoigu, il ministro della Difesa russo, ha dichiarato: «solo nelle ultime due settimane, 33 proiettili di grosso calibro sono stati sparati contro la centrale (nucleare di Zaporizhzhia). La Forza di difesa aerea russa intercetta la maggior parte dei mezzi di distruzione ucraini». Per il ministro di Mosca si tratta di “attacchi per conto dell’esercito ucraino” classificati “come un atto di terrorismo nucleare“.
In Ucraina il personale della Croce Rossa ha evacuato i residente della città di Kupyansk nella regione di Kharkiv. Sulla zona continuano i bombardamenti e gli abitanti sono stati costretti a vivere senza corrente elettrica, acqua e riscaldamento in una zona che ha già raggiunto i -10 gradi.
Secondo quanto riportato dall’alto commissario Onu per i diritti umani (OHCHR) in Ucraina, dall’inizio della guerra, le vittime civili sono state 6.702 e i feriti 10.479. Nel bollettino giornaliero diffuso dalle forze di Kiev viene data notizia di 510 soldati russi morti nelle ultime 14 ore, dall’inizio delle guerra sono stati 92.200.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/MAXIM SHIPENKOV