Ai Giochi Olimpici Giovanili appena conclusi, l’Italia ha ottenuto il miglior risultato di sempre: è nata una stella (sorella d’arte) nel Freestyle
«L’Italia ha fatto la storia». Salutando i Giochi Olimpici Giovanili di Gangwon 2024, è lapidario il giudizio del Comitato Olimpico Internazionale, affidato ai social. Forza dei numeri della spedizione italiana in Corea del Sud che ha dominato il medagliere e impressionato in tante discipline. «L’Italia brilla luminosamente! Stanno facendo la storia, sono il primo Paese ad aver vinto più di 10 medaglie in una singola edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali», è il tweet del CIO.
La delegazione guidata da Alessio Palombi ha collezionato 11 ori, tre argenti e tre bronzi, per un totale di 17 medaglie che consentono all’Italia Team di primeggiare sia per numero di ori sia per numero di podi davanti a Germania (7 ori, 4 argenti, 5 bronzi) e Francia (6 ori, tre argenti e 4 bronzi).
I fratelli volanti

A brillare è stata soprattutto lei, Flora Tabanelli, classe 2007, sciatrice di Freestyle e portabandiera della delegazione. Dopo essere diventata la seconda atleta italiana a salire su un podio di Coppa del Mondo grazie al terzo posto a Pechino il 2 dicembre 2023, la sedicenne (compirà 17 anni a novembre) ha regalato all’Italia il bis di medaglie olimpiche d’oro. Dopo aver vinto nel Freeski Slope style, la giovanissima campionessa ha dominato la gara della specialità Big air, davanti ad Australia e Germania. Il bis olimpico apre un 2024 che si preannuncia dorato quanto il 2023 (se non di più), quando ha conquistato i titoli di campionessa mondiale juniores nel Big air e vice campionessa mondiale di Slope style, a Cardrona in Nuova Zelanda.
Cresciuta sulle piste del Cimone, dove i genitori gestiscono da anni un rifugio al lago Scaffaiolo, per poi passare ad allenarsi allo Ski College di Fassa, nel Trentino, Flora non è l’unica campionessa di famiglia. Quando, dopo approcci iniziali con lo sci alpino, è passata allo snowboard cross, per poi approdare definitivamente allo sci freestyle, la sedicenne ha seguito le orme del fratello maggiore Miro, classe 2004, e della primogenita Irene, che ora si è ritirata dalla scena sportiva.
«Siamo molto legati da quando eravamo piccoli e per questo ci sosteniamo l’un l’altro. Ci capiamo al volo ed esser in squadra con lui è una sicurezza oltre che un grande punto di riferimento» dice la sorellina di lui, in un’intervista a Futurosportivo. I riflettori si sono accesi sul giovane Tabanelli, già nel 2021, con la medaglia di bronzo ai mondiali juniores nel Big air a Krasnojarsk, in Russia. Il 16 dicembre 2023, è diventato il primo atleta italiano a salire sul podio di una gara di Coppa del Mondo di freestyle nella stessa disciplina, chiudendo al 2º posto a Copper Mountain, in Colorado. E, mentre la sorella trionfava in Corea, Miro volava in California per prendere parte alla tappa di Coppa del Mondo a Mammoth Mountain.
Cos’è il Freestyle

Freestyle, Big air, Slope style… Termini che non sono così familiari per la maggior parte degli italiani, ancora innamorati della grazia potente di Alberto Tomba tra i paletti dello Slalom. O delle discese da cardiopalma di Christian Ghedina. O delle lunghissime imprese in solitaria del “grillo” Maurizio de Zolt. Insomma, sono abituati allo sci “classico”. Cosa fanno sulla neve, di preciso i fratelli Tabanelli e i loro compagni di squadra?
Il Freestyle, o sci acrobatico nasce come elaborazione dello sci alpino attraverso l’introduzione di salti, difficoltà di percorso e varie figure coreografiche. Ci sono due versioni sugli albori della nuova disciplina (non necessariamente in conflitto): una colloca le prime esibizioni nel 1906 in Minnesota, ad opera di John Rudd; l’altra sostiene le radici europee in Norvegia negli anni ‘30, quando alcuni sciatori iniziarono ad usare mosse acrobatiche nell’allenamento dello sci alpino e dello sci di fondo. Iniziò a prendere piede come sport agonistico però negli Stati Uniti negli anni 1960 e 1970, anche col nome di “hot dog”. All’inizio lo sport aveva poche regole ed era molto pericoloso, tanto da essere annoverato tra gli sport estremi.
La Federazione Internazionale Sci riconobbe il freestyle come uno sport nel 1979 e gli conferì un nuovo regolamento riguardante la certificazione degli atleti e le tecniche di salto, in modo da eliminare gli elementi più pericolosi dalle competizioni. La prima Coppa del Mondo è stata organizzata dalla Federazione nella stagione 1979-1980, i primi Campionati mondiali si disputarono a Tignes nel 1986. Il freestyle è stata disciplina olimpica dimostrativa nel 1988 per poi essere definitivamente ammesso ad Albertville, quattro anni dopo.
Per quanto riguarda le sue varie forme, il Comitato olimpico ha ammesso, in edizioni diverse, l’Aerial, il Moguls , il Cross , l’Half-Pipe, lo Slopestyle e Big Air. Queste ultime due sono quelle praticate dai fratelli Tabanelli.
Nell’Aerial, gli sciatori sciano su trampolini innevati che consentono loro di staccarsi da terra; una volta in aria, gli atleti eseguono diverse figure (es. avvitamenti, salti mortali, etc.) prima dell’atterraggio. Una giuria assegna un punteggio a ogni esecuzione. È disciplina olimpica da Lillehammer 1994.
Nel dettaglio, gli specialisti del Moguls (in italiano “gobbe”) scendono su una pista lungo la quale incontrano in successione una serie di gobbe, un salto, un’altra serie di gobbe ed un altro salto. Sono attribuiti loro dei punteggi in base alla velocità e pulizia tecnica nella discesa fra le gobbe ed al tipo di salto, alla qualità e alla difficoltà delle mosse aeree e alla loro velocità. Questa disciplina è sport olimpico da Albertville 1992.
Nello Ski cross più atleti scendono contemporaneamente lungo un percorso artificiale arricchito con un alternarsi di salti, dossi e curve paraboliche. Nelle gare di Ski cross dopo una prima fase di qualificazione, che viene superata dagli sciatori che coprono il percorso nel minor tempo, si succedono una serie di turni a eliminazione diretta, fino alla finale. È disciplina olimpica da Vancouver 2010.
Nell’Half pipe, gli sciatori devono scendere lungo un percorso costituito da un semi cilindro inclinato a valle detto appunto halfpipe (dall’inglese half, “metà”, e pipe “tubo”) cercando di fare più acrobazie possibili prima di arrivare al traguardo. La cosa più importante in questa specialità è prendere velocità per poi saltare più in alto possibile per guadagnare un tempo maggiore in cui compiere acrobazie. Una giuria attribuisce ad ogni atleta un punteggio in base a pulizia tecnica nel passaggio tra un muro del pipe e l’altro, al tipo di salto, alla qualità e alla difficoltà delle mosse aeree e alla loro ampiezza. La specialità è disciplina olimpica da Nagano 1998.
Nello Slope style, gli sciatori devono sfruttare una rampa per realizzare salto ampi e alti compiendo determinate evoluzioni. La cosa più importante in questa specialità è prendere velocità per poi saltare più in alto per prendere tempo per fare acrobazie. Una giuria assegna ad ogni atleta un punteggio in base al tipo di salto, alla sua altezza, alla qualità e alla difficoltà delle mosse aeree. La specialità è disciplina olimpica da Pyeongchang 2018.
Infine, nel Big air è prevista una pista con salti (detti kicker) ed ostacoli vari (quali tubi, cilindri e ringhiere di diversa sezione, inclinazione e lunghezza – detti rail – ma anche ostacoli da superficie piana come panche e tavoli – detti box), sui quali salire per eseguire figure in salto o evoluzioni di equilibrio; al termine della discesa (detta run) gli atleti ricevono un giudizio sui trick (cioè il tipo di salto o manovre) eseguiti che viene convertito in punteggio. È diventato sport olimpico in occasione dei Giochi olimpici invernali di Sochi 2014.
Verso Milano-Cortina 2030

Per dare popolarità a una disciplina sportiva in un Paese non c’è niente di paragonabile a un grande campione. Jannik Sinner, per il tennis, ne è l’ultimo esempio: non ci sono dubbi che nei prossimi mesi ci sarà un nuovo boom di iscrizioni nelle scuole di tutta Italia. Flora e Miro hanno 6 anni di tempo per allenarsi e migliorarsi verso l’appuntamento che può costituire il momento più fulgido della loro carriera e della loro disciplina, le Olimpiadi Milano-Cortina 2030.
Le piste di Freestyle sono a Livigno e Flora si è già trasferita lì per prepararsi al meglio. Il sogno più grande di questa sedicenne? «Essere un’ispirazione nel mondo del Freestyle» ha detto in un’intervista. Gli addetti ai lavori scommettono già su di lei.
di Giulia Guidi
foto ANSA