Rissa e tafferugli tra tifosi del Napoli e della Roma in autogrill, la politica chiede sanzioni.
Non si placano le polemiche e le violenze degli ultras del Napoli, che ieri si sono scontrati con quelli della Roma in un’autogrill dell’Autosole. Quattro tifosi partenopei hanno cercato infatti di forzare un posto di blocco a Genova, dopo la partita che ha visto il loro club vincitore contro la Sampdoria.
Dopo aver forzato il posto di blocco al casello di Genova-Nervi, allestito dalla polizia poco prima dell’incontro, i quattro sono stati fermati al termine di un breve inseguimento. Nel portabagagli, gli agenti hanno trovato quattro spranghe di ferro, di cui il conducente ha rivendicato la proprietà finendo quindi agli arresti. Si indaga per capire se siano stati usati negli scontri di qualche ora prima lungo l’autostrada.
Cosa è accaduto
Il traffico del rientro dal weekend dell’Epifania è segnato anche dalla violenza dei tifosi che si scontrano “in trasferta”. L’Autostrada del Sole è infatti bloccata nel tratto aretino, tra Monte San Savino e Arezzo, a causa di una serie di scontri fra i tifosi di Napoli e Roma, all’altezza dell’area di servizio di Badia Al Pino. Il bilancio è di un ferito, un romanista portato all’ospedale di Arezzo.
Il traffico è risultato bloccato per buona parte del pomeriggio, ad ora pur a singhiozzo la situazione sull’Autosole sembra tornata regolare. Dall’interruzione si sono formati 15 km di coda in direzione del capoluogo toscano tra Monte San Savino e Arezzo. A rendere ancora più preoccupanti gli scontri è anche una triste coincidenza: l’autogrill è lo stesso dove nel 2007 perse la vita Gabriele Sandri.
La scintilla sarebbe scoppiata intorno alle 13 quando dei tifosi del Napoli individuano all’altezza del chilometro 364 i giallorossi e cominciano a lanciare sassi e bottiglie contro i pullman che, di tutta risposta, si fermano sull’A1 nel tratto incriminato. Qui, nell’autogrill, i tifosi sono poi scesi dai mezzi e in circa 150 hanno dato il via ai tafferugli.
Le pattuglie accorse stanno vagliando le immagini delle telecamere di sorveglianza per individuare eventuali responsabili.
La condanna dei sindaci: “Roma e Napoli amiche, violenza inaccettabile”
“Gli scontri in autostrada tra tifosi del Napoli e della Roma sono inaccettabili. Ci auguriamo che le forze dell’ordine identifichino e puniscano come meritano i responsabili. Questi non sono veri sportivi! Roma e Napoli sono città amiche che dicono No ad una violenza senza senso”. È unanime e congiunta la condanna della rissa tra ultras che viene trasmessa via social (Twitter) dai due sindaci dei capoluoghi, Roberto Gualtieri per Roma e il primo cittadino dei partenopei Gaetano Manfredi. Manfredi aggiunge a margine delle celebrazioni per i 150 anni della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli: «una cosa pessima, una violenza inutile, gratuita, quasi tribale, una cosa inaccettabile. Questi non sono sportivi, sono semplicemente dei violenti».
Anche il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, ha tuonato contro gli scontri ai microfoni dell’agenzia Adnkronos: «quanto accaduto sull’A1 è un vero e proprio Far West inaccettabile, si tratta di fatti gravi e ringrazio le forze di polizia, soprattutto la Polstrada e la Digos, al lavoro per l’identificazione dei soggetti. Verranno fatte tutte le valutazioni del caso affinché si arrivi a sanzioni certe». Durissimo anche il ministro dello Sport Andrea Abodi ai cronisti di Ansa: «c’è una differenza abissale tra i tifosi che vanno allo stadio, in casa o in trasferta, per cantare, abbracciarsi, gioire o soffrire per la propria squadra e i delinquenti che si scontrano in una stazione di servizio autostradale, creando problemi alle persone perbene. Non c’è cosa peggiore di definire tifosi quest’ultimi, non c’è errore più grande del fare di tutta l’erba un fascio. Nel 2023, paga chi sbaglia e mi auguro succeda anche per i teppisti che si sono scontrati oggi sull’A1».
I tifosi partenopei sono diretti a Genova dove troveranno la Sampdoria alle 18, mentre i romanisti si muovono in direzione Milano per la sfida contro i rossoneri alle 20.45 a San Siro.
La vedova dell’ispettore Raciti: “come vivere di nuovo un lutto”
«Questi segnali di violenza non mi sono nuovi, c’erano già prima della morte di mio marito. Poi, dopo la tragedia, il 2 febbraio 2007, quasi 16 anni fa, lo Stato mi ha promesso che non sarebbero più accaduti questi fatti. Il 2007 lo chiamarono l’anno zero, doveva essere l’anno di cambiamento. Ci sono stati momenti bui e pesanti con la pandemia e ora, subito dopo Natale, rivedere queste scene mi ha hanno fatto molto male, mi hanno fatto rivivere il mio dolore, la mia sofferenza». A parlare è Marisa Grasso, la vedova dell’ispettore Raciti ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. Raciti è rimasto ucciso nel 2007 durante alcuni scontri con ultras catanesi.
di: Marianna MANCINI
aggiornamenti di: Caterina MAGGI
FOTO: ANSA/BARBARA PERISSI