Il bilancio di al-Jazeera parla di 30 morti e oltre 700 feriti in due giorni di scontri

È iniziato il ritorno dei seguaci del leader sciita iracheno Muqtada al-Sadr dalla Zona Verde di Baghdad dopo l’appello a lasciare l’area entro un’ora. Sono infatti proseguiti anche oggi i disordini e gli scontri a Baghdad, nel cuore dell’Iraq. Si aggrava il bilancio delle vittime: al-Jazeera riferisce di 30 morti e oltre 700 feriti. La tv panaraba al Arabiya, citando il proprio corrispondente sul terreno Majed Hamid, invece, riporta 27 morti e oltre 400 feriti ma nessun bilancio è ancora stato confermato dal ministero della Sanità iracheno.

Il ritiro è seguito dalla tv irachena al Sumariya che mostra immagini della smobilitazione dei sadristi e del sit-in eretto nelle scorse settimane di fronte al parlamento iracheno.

L’appello di al-Sadr è arrivato tramite un comunicato in cui il leader ha riaffermato la sua intenzione di ritirarsi dalla politica, scusandosi con il popolo iracheno. «Sono molto rattristato per quello che sta accadendo in Iraq, offro le scuse al popolo iracheno per quello che è successo. La nostra patria è ora prigioniera della corruzione. La rivoluzione non si fa con le armi, le proteste devono rimanere pacifiche» – aveva detto ieri durante una conferenza stampa trasmessa in tv.

Stando a quanto riporta il media locale Shafaq News, alle prime ore del mattino le sirene antiaeree hanno risuonato nell’ambasciata degli Stati Uniti. Al Arabiya e Al Iraqiya, invece, hanno riferito di razzi e colpi di mortaio sparati. A fronteggiarsi sono i sadristi e i filoiraniani: gli scontri hanno reso necessario l’intervento delle forze di sicurezza governative intervenute con lacrimogeni e proiettili di gomma.

L’ultimo bilancio parlava di 15 vittime tra i sostenitori di Moqtada Sadr e altri 350 manifestanti feriti. Le autorità iraniane, intanto, hanno chiuso il confine con il Paese e dichiarato il coprifuoco a livello nazionale mentre molte compagnie aeree hanno cancellato i voli per la capitale, come riferisce l’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran.

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha “seguito con preoccupazione le proteste in corso in Iraq, durante le quali i manifestanti sono entrati negli edifici governativi, ed è particolarmente preoccupato per le notizie di vittime“. Guterres, si legge in una nota, “fa appello alla calma e alla moderazione ed esorta tutti gli attori interessati a prendere provvedimenti immediati per ridurre l’escalation della situazione ed evitare qualsiasi violenza“.

Anche la Farnesina ha inviato una nota in cui si legge: «l’Italia esprime forte preoccupazione per i disordini in corso nella capitale irachena, che hanno anche causato vittime e feriti, e rivolge un appello alla moderazione a tutte le parti interessate affinché si ponga fine senza ritardo ad una pericolosa escalation. Il diritto di manifestare liberamente il proprio dissenso non può tradursi in violenza e scontri. È necessario che tutte le istituzioni rappresentative possano funzionare regolarmente nel rispetto della Costituzione e della legge irachena e nell’interesse di tutta la popolazione”, prosegue la nota. “L’Italia auspica la ripresa di un dialogo costruttivo fra tutte le forze politiche irachene perché si ponga termine ad una fase di incertezza e si apra la strada ad un Governo ampiamente sostenuto e riconosciuto che offra al Paese sicurezza, stabilità e prosperità».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/AHMED JALIL