L’Inter è la seconda squadra nella storia del calcio italiano a cucire due stelle. L’ex Cerilli: “questa maglia ti resta addosso”

L’Inter ha vinto il titolo di Serie A 2023-24 dopo una stagione incredibile. La squadra allenata da Simone Inzaghi si è assicurata il suo 20esimo titolo in Serie A, dietro solo alla Juventus (36 scudetti, ma la questione è controversa). I nerazzurri hanno dominato il campionato, blindando la storica vittoria in una stagione in cui hanno assolutamente demolito la concorrenza. Non solo: l’hanno concluso durante un derby fuori casa. Stella e scudetto a San Siro contro il Milan: tanta roba. 

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Nel calcio italiano, le squadre che vincono almeno dieci titoli di Serie A possono cucire una stella sulla maglia, con venti ne ottengono due e così via. L’Inter, dalla prossima stagione, potrà mostrare ufficialmente la sua seconda stella su maglia e logo ufficiali. 

Franco Cerilli tra Mazzola e Boninsegna. foto CERILLI

«Quando un giocatore arriva ad indossare questa maglia, non se la leva più di dosso. È un onore, è un club mondiale” dice Franco Cerilli, nell’Inter dal ‘74 al ‘76, in un periodo particolare. “C’erano i “vecchi” Mazzola e Bonisegna e la società puntava sui giovani, come Oriaii: ma nell’Inter non puoi programmare, devi vincere». 

L’Inzaghi

Simone Inzaghi – EPA/JUANJO MARTIN

Lo sa bene Inzaghi, che finalmente ha realizzato il suo sogno di vincere uno scudetto. Arrivato all’Inter nell’estate del 2021 per sostituire Antonio Conte, solo pochi giorni dopo la vittoria del 19esimo titolo da parte dei nerazzurri. Il club è stato costretto ad apportare alcune modifiche nel corso degli anni, ma Inzaghi ha mantenuto il club competitivo sin dall’inizio, vincendo due volte la Coppa Italia e tre volte la Supercoppa Italiana nelle prime due stagioni in carica. Dopo aver raggiunto la finale di Champions League 2022-23, persa 1-0 contro il Manchester City, il club e lo stesso Inzaghi avevano iniziato questa stagione con il chiaro obiettivo di vincere lo scudetto. 

«Inzaghi ha forse avuto difficoltà il primo anno, poi la squadra è cresciuta e sta crescendo. Vedremo il prossimo campionato. Ovviamente l’obiettivo primario resta quello della coppa…», spiega Cerilli. La sconfitta in Champions 23-24 contro l’Atletico del Cholito, può annoverarsi nella lista della “sfortuna”. 

Dopo aver perso lo scudetto 2021-22 all’ultima giornata della stagione, proprio contro il Milan, e una deludente stagione in cui l’Inter finì terza dietro Napoli e Lazio, Inzaghi ha finalmente conquistato il titolo di Serie A alla sua terza stagione al club, diventando anche il terzo allenatore nella storia del club per numero di titoli vinti (6). Più di lui finora ne hanno solo Roberto Mancini e Helenio Herrera (7). 

Il club ha lavorato negli anni per creare un gruppo solido all’interno dello spogliatoio, ma è anche cambiato nel corso degli anni perché negli ultimi due il club ha dovuto vendere giocatori a causa della situazione finanziaria. Nonostante abbia perso giocatori come Achraf Hakimi, Romelu Lukaku, Edin Dzeko, Milan Skriniar o Andre Onana, per citare i più rilevanti, l‘Inter è riuscita a mantenere alto il livello della rosa e a competere in Italia e anche in Europa. le ultime tre stagioni. Giocatori come Lautaro Martinez, che questa stagione è diventato anche il capitano del club, o Hakan Calhanoglu, sono stati in grado di farsi avanti e portare gli altri alla gloria in questa stagione. 

Mantre il “presidentissimo“ Massimo Moratti ha incoronato Barella come il suo preferito, Cerilli sceglie  «Henrikh Mkhitaryan, uno che dà i ritmi alla squadra, detta i tempi… il cosiddetto allenatore in campo». 

Henrikh Mkhitaryan – EPA/STRINGER

La svolta

Un anno fa, più o meno, i tifosi dell’Inter chiedevano a gran voce alla società di esonerare Simone Inzaghi. Come sono cambiate le cose. È stato grazie alla stagione della Champions League 2022-23, che ha portato alla sconfitta in finale contro il Manchester City, che l’allenatore italiano è riuscito a mantenere il suo posto nonostante una stagione di Serie A deludente. L‘Inter ha vinto entrambe le semifinali di Champions League contro il Milan, un momento che, a quanto pare, è stato un punto di svolta decisivo per la carriera di Inzaghi all’Inter

L’ex allenatore della Lazio sapeva di dover dare risultati in questa stagione, nonostante avesse dovuto affrontare molteplici cambi estivi. Sapeva che nonostante quello che era successo nelle ultime due stagioni in cui l’Inter aveva vinto tre volte la Supercoppa Italiana e due volte la Coppa Italia, ai giganti italiani veniva chiesto di vincere un altro trofeo importante: lo scudetto. Non è stato facile e all’inizio della stagione in pochi credevano che l’Inter fosse forte come aveva dimostrato in questo campionato. Ma Inzaghi non ha mai vacillato. 

Passo dopo passo, l’Inter riparte da zero dopo che la scorsa estate il club ha deciso di dare il via a una rivoluzione. Andre Onana è stato venduto al Manchester United per circa 55 milioni di euro e il centrocampista Marcelo Brozovic all‘Al-Nasr per 18 milioni di euro. In un’estate l’Inter ha ceduto o non ha rinnovato i contratti di almeno quattro titolari, più Romelu Lukaku. L’Inter si è ritirata dalla corsa per riacquistare Lukaku dal Chelsea quest’estate dopo che il giocatore aveva avuto i primi colloqui con la Juventus per un potenziale trasferimento. I nerazzurri hanno deciso di ingaggiare Yann Sommer dal Bayern Monaco per 6 milioni di euro per sostituire Onana, ma hanno fatto gli investimenti più importanti a centrocampo. L’ex giocatore del Sassuolo Davide Frattesi si è unito ai giganti italiani per un accordo da circa 35 milioni di euro e anche Benjamin Pavard del Bayern Monaco per una cifra simile dopo che Milan Skriniar è passato al PSG come free agent. L’Inter, come sempre, ha lavorato anche per ingaggiare alcuni svincolati, su tutti Marcus Thuram, arrivato a inizio estate per sostituire Edin Dzeko, e ha preferito l’Inter al Milan. 

Il lavoro non era facile, ma poteva contare su un gruppo solido nello spogliatoio, che aveva il compito di inserire i nuovi giocatori nella nuova squadra. Un gruppo formatosi negli anni e guidato dal nuovo capitano del club, Lautaro Martinez, e da giocatori italiani come Federico Dimarco, Alessandro Bastoni e Nicolò Barella, tre figure chiave dentro e fuori dal campo. L’Inter ha iniziato alla grande la stagione e ha subito mostrato al mondo l’obiettivo dichiarato: conquistare la seconda stella. 

L’Inter ha giocato un calcio brillante in questa stagione, probabilmente una delle più emozionanti da guardare in Europa. Merito del lavoro di Inzaghi e di come ha saputo gestire la squadra. Sembrava che avesse imparato da alcuni errori del recente passato e che fosse diventato un allenatore migliore, in qualche modo più maturo. A dire il vero, anche in termini di trofei nelle sue prime due stagioni all’Inter ha vinto, considerando che ha già vinto cinque titoli, ma essere all’Inter significa che tifosi e media si aspettano sempre di più. 

Il ruolo di Marotta

Giuseppe Marotta – ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

C’è un’altra figura chiave del club che ha saputo mantenere alto il livello della squadra negli anni, dando la possibilità a Inzaghi di riuscirci all’Inter ed è l’amministratore delegato Beppe Marotta. Quando è arrivato all‘Inter dalla Juventus nel dicembre 2018, una delle sue prime decisioni è stata quella di nominare Antonio Conte come nuovo allenatore in sostituzione di Luciano Spalletti, ma soprattutto ha deciso di vendere l’ex capitano dell’Inter Mauro Icardi per dare più spazio all’attuale capitano, Lautaro Martinez. All’epoca sembrava una decisione azzardata, ma a vederla oggi è diventata uno dei punti di svolta dell’Inter degli ultimi anni. Con Conte i nerazzurri hanno vinto nuovamente il titolo per la prima volta in undici anni, ma quando l’ex tecnico del Chelsea ha deciso di andarsene, Marotta ha scelto di nominare un allenatore che potesse portare avanti lo stesso progetto, con idee tattiche simili ma più aperto a collaborare. Inzaghi ha deciso di lasciare la Lazio, il club dove ha giocato praticamente tutta la sua carriera e dove ha iniziato a fare l’allenatore nelle giovanili 

Inzaghi ha avuto un compito difficile all’Inter, soprattutto perché è arrivato subito dopo Antonio Conte, l’allenatore che seppe riportare il titolo all’Inter undici anni dopo l’ultima volta, in un momento in cui la società aveva anche bisogno di vendere alcuni giocatori fondamentali. Inzaghi ha lavorato con quello che aveva a disposizione ma ha avuto anche qualche intuizione tattica interessante. Quello più rilevante è stato quello di Calhanoglu, spostato da trequartista alla sua seconda stagione, quando l’ex centrocampista dell‘Inter Marcelo Brozovic si è infortunato. L‘Inter non aveva proprio un altro trequartista e per questo Inzaghi ha optato per provare il centrocampista turco in quella posizione, che è diventata subito il suo ruolo principale e ha portato anche il club a vendere Brozovic nell’estate 2023. 

Nella stagione 2023-24 l’Inter è stata molto più consistente di prima, nonostante l’eliminazione in Coppa Italia da parte del Bologna e più recentemente quella contro l’Atletico Madrid negli ottavi di finale di Champions League. I nerazzurri sono riusciti ad aprirsi un varco in vetta della classifica e mantenere quella distanza dalle altre squadre, soprattutto dalla Juventus, nel mese chiave di gennaio. Poi la vittoria per 1-0 a San Siro il 4 febbraio cambiò completamente il corso della stagione, spegnendo di fatto ogni spiraglio di corsa scudetto. 

Cerilli con un altro ex interista, Roberto Baggio – Cerilli

«Un campionato quasi senza storia – conclude Cerilli -. Per me è stato un onore indossare quella maglia, anche se in due stagioni non vincenti: con l’Inter si respira l’aria di una squadra mondiale».

di Giulia Guidi

foto ANSA