ANSA/PER GENTILE CONCESSIONE DI CLEMENTE MARCONI

La campagna di scavi nella più grande agorà del mondo antico fa emergere nuovi tesori

Grazie all’ultima campagna di scavi guidata da Clemente Marconi emergono scoperte rivoluzionarie da Selinunte, l’agorà più grande del mondo antico di quasi 33mila metri quadri. Amuleti, oggetti uguali a quelli ritrovati a Delfi e un misterioso stampo in pietra che, si ipotizza, venisse usato per fondere uno scettro in bronzo.

Nel parco archeologico della Sicilia lavorano, per la prima volta, due squadre internazionali, dall’Institute of Fine Arts della New York University e dall’Università degli Studi di Milano con la squadra dell’Istituto Archeologico Germanico.

Si tratta, sottolinea Marconi, di “risultati della massima importanza per la conoscenza di Selinunte in età arcaica e classica

Il direttore del Parco archeologico di Selinunte, Felice Crescente, parla di una “conca vuota che impressiona per la sua ampiezza e il suo fitto mistero” e uno spazio che “dà l’idea della magnificenza di questa città e della sua straordinaria essenza“, sostiene l’assessore alla cultura Alberto Samonà.

Inizialmente il progetto aveva l’obiettivo di datare l’epoca della costruzione di due dei templi dell’acropoli, ma le scoperte non si sono fermate qui, dato che è stata scoperta una faglia d’acqua sotto le fondazioni del tempio “che conferma l’ipotesi che i primi coloni greci si siano insediati proprio in questa porzione meridionale dell’Acropoli” secondo Marconi.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA