Secondo uno studio non esistono prove scientifiche che sia necessario aspettare ore prima di immergersi
Da piccoli i genitori ci hanno sempre impedito di fare il bagno dopo aver mangiato, ma è davvero rischioso farlo? In realtà non ci sono prove scientifiche che mettano in relazione l’annegamento con l’aver ingerito del cibo poco prima.
Queste affermazioni sembrano apparire più come credenza popolare: tuffarsi in acqua dopo che non si ha ancora digerito può portare ad avere dei crampi che potrebbero portare all’annegamento. Si possono paralizzare braccia e gambe. Una ricerca scientifica pubblicata nel 2011 sull’International Journal of Aquatic Research and Education dice che “non sono stati registrati casi in cui mangiare prima di nuotare abbia causato o contribuito ad annegamenti fatali o non fatali”.
«La questione ha più a che fare con lo shock termico, con l’entrare improvvisamente in acque molto fredde. È un collasso circolatorio, si verifica ipotensione o un calo della pressione sanguigna, una sorta di sincope. Possono verificarsi vertigini, persino vomito e, se sei in acqua in quel momento, può causare annegamento a causa della perdita di coscienza», ha spiegato il portavoce dell’Associazione galiziana di medicina di famiglia e di comunità, Jesús Sueiro.
Qualsiasi attività fisica a stomaco pieno può provocare nausea, vomito e disturbi gastrointestinali. Il colpevole però non è la digestione ma il cambio di temperatura. Il consiglio che si dà è quindi quello di entrare lentamente in acqua lasciando che il corpo si abitui progressivamente alla temperatura.
di: Alice GEMMA
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