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«Un lungo lavoro portato avanti da tutti: enti pubblici, associazioni e confederazioni aziendali»

Quest’anno Siena è stata identificata come la prima località artistica italiana ad essere riconosciuta come sostenibile secondo gli standard del Global sustainable tourism council (Gstc). Il dato si è basato sui 17 Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite.

«Il Gstc è nato da un’iniziativa dell’Onu e della United Nation World Tourism Organization, che chiede alle destinazioni di assolvere a 181 indicatori di sostenibilità che toccano tutti gli aspetti e non solo quelli ambientali come quello gestionale, culturale ed economico – ha spiegato Susanna Gatti, direzione turismo, comunicazione e commercio del Comune di Siena – è stato un lavoro portato avanti da tutti: enti pubblici, associazioni e confederazioni aziendali».

Nel Palazzo pubblico di Siena c’è un ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti dal titolo “Allegoria ed effetti del buono e del cattivo governo“. L’opera mostra gli effetti di una buona amministrazione cittadina e risale a circa 700 anni fa. «Se guardiamo con attenzione questo quadro scopriamo quella che è stata definita come l’agenda 1338, cioè tra i tanti dettagli del dipinto di Lorenzetti del 1338 si trovano anche i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030», ha spiegato Federico Maria Pulselli, professore di chimica dell’ambiente e dei beni culturali all’Università di Siena.

Tra i motivi principali del riconoscimento del valore dell’impegno troviamo: città carbon neutral (ha compensato il 100% delle proprie emissioni a livello provinciale, già nel 2011); spazi verdi molto ampi e funzionali (ogni cittadino senese ha mediamente 28 metri quadri di spazio verde a disposizione); città solidale e accessibile (le contrade ovvero delle società di mutuo soccorso, un esempio di cittadinanza attiva, che esistono da quasi mille anni come forma di tutela decentrata degli spazi cittadini) e la tradizione culturale ed eno-gastronomica.

di: Alice GEMMA

FOTO: PIXABAY