Gli analisti prevedono un ritorno al bipolarismo dopo l’incertezza degli ultimi anni
12 regioni e oltre 8 mila comuni spagnoli sono oggi chiamati alle urne per le elezioni amministrative. I cittadini aventi diritto esprimeranno le loro preferenze per il rinnovo di di 12 governi regionali autonomi e di 8.131 “ayuntamientos”, tra cui anche grandi città come Madrid, Barcellona, Valencia, Siviglia e Saragozza.
L’appuntamento elettorale ha, visto l’instabile quadro politico della Spagna degli ultimi anni, una rilevanza non da poco. Il voto di oggi domenica 28 maggio – con urne aperte dalle 9 alle 20 -, infatti, sarà un banco di prova in vista delle elezioni generali per il rinnovo del Parlamento in programma in autunno.
Secondo alcuni analisti questa tornata elettorale potrebbe rivedere un ritorno in auge del bipolarismo tra Popolari e Socialisti, negli ultimi anni sconvolto dall’arrivo di ben tre partiti di matrice populista: i nazionalisti e ultraconservatori di Vox; gli eredi degli Indignados, i Podemos; e i Ciudadanos, di ispirazione moderata e liberale.
Due elezioni generali nello stesso anno, il 2019 per la precisione, un governo di minoranza e la normalizzazione dei rapporti con Barcellona dopo la tentata secessione del 2017 hanno dato filo da torcere al premier socialista Pedro Sanchez che ha tentato di riportare il Paese tra i protagonisti della scena internazionale. Forse per questo i sondaggi premiano lui e il PSOE, stabili al 30%.
A sfidare il premier, tuttavia, risorge anche il nuovo PP di Alberto Núñez Feijóo. E la sfida a due è aperta.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/NACHO GALLEGO