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La presentazione ufficiale di Luciano Spalletti. Gravina: “scelto perché innovativo”

Sono stati presentati oggi, 4 settembre, il nuovo ct della Nazionale Luciano Spalletti e il nuovo capo delegazione azzurro, Gianluigi Buffon.

Con la conferenza stampa che ha dato ufficialità ai ruoli, si apre un nuovo capitolo per gli Azzurri a poca distanza dai match contro la Macedonia del Nord e l’Ucraina (9 e 12 settembre rispettivamente).

«La storia azzurra non si ferma, non si può fermare. Uno dei più grandi monumenti della storia azzurra torna finalmente a casa. Buffon è il nuovo capo delegazione. Quando ha deciso di smettere siamo andati alla carica e Gigi ha accettato questo ruolo. Sono convinto che Gigi entrerà nell’Olimpo azzurro anche da dirigente» lo ha presentato Gravina.

E Buffon dal canto suo ha dichiarato: «cercherò di essere quello che sono sempre stato anche da giocatore, cercando di aiutare il mister e i giocatori con una parola, con un consiglio. Il ricordo di Vialli è bellissimo perché avevamo un rapporto straordinario anche fuori dal campo. Poter essere come lui è impossibile. Nonostante gli alti e bassi arriviamo da una non qualificazione al mondiale ma anche da una vittoria all’Europeo, e questo ci dovrebbe rassicurare. In questi giorni ho avuto la fortuna di stare vicino al presidente e al mister con il suo staff, e ho sentito di nuovo parlare di concetti e di valori fondamentali per raggiungere determinati obiettivi: ho la sensazione che l’Italia con Spalletti abbia trovato l’uomo giusto al momento giusto. Per quanto riguarda Mancini, la scelta è stata inaspettata».

La presentazione di Spalletti

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha così presentato Spalletti: «oggi inizia una nuova pagina, un nuovo capitolo della storia azzurra. Una storia lunghissima, importante, che appassiona milioni di italiani. È un nuovo capitolo di un libro inedito, con questo capitolo inizia l’era di Luciano Spalletti. Luciano è stato scelto perché innovativo, è uomo di sacrificio totale alla causa. In pochi giorni abbiamo dovuto rimediare a una crisi importante e imprevista, senza precedenti e l’abbiamo affrontata con silenzio e stile. Abbiamo voluto dare priorità alla maglia azzurra e mettere subito il valore della nostra Nazionale al primo posto e non abbiamo voluto anteporre questi valori agli individualismi. Non ho provato rabbia, anche se un po’ di delusione è inutile nasconderla. La nostra è stata una reazione composta che ha portato ad aprire un nuovo capitolo».

Spalletti dal suo canto ha dichiarato: «grazie a tutta la federazione e al presidente Gravina per avermi dato questo bellissimo incarico. Sono stati giorni intensi. Ho imparato tanto a Coverciano, essere qui da Ct è un’emozione indescrivibile, un sogno che parte da lontano. Ricordo quel fantastico 4-3 contro la Germania, spero di far rinascere quel sogno e di poter portare quella bandiera in tutte quelle migliaia di bambini che sognano di veder vincere la Nazionale.

Prendo la nazionale campione d’Europa o quella che non è andata al mondiale? Nella mia testa non prendo come esempio i risultati. Da Mancini eredito una buona nazionale, ha vinto un Europeo e 37 partite consecutive, ha lanciato molti giovani, lo ha fatto in maniera imponente. Bisogna cancellare quell’amarezza di risultati che ci sono successi, dobbiamo prendere le distanze dal fatto di appartenere a un calcio minore, che non appartiene alla nostra storia. Dobbiamo cercare di andare a fare un calcio che piace a tutti, la giusta via di mezzo riesce a prendere più cose e a far partecipare più anime.

Non tutti possono vestire la maglia della nazionale, bisogna essere bravi a restituire i valori di questa maglia. Abbiamo dei campioni che ci hanno fatto vedere cosa vuol dire indossare questa maglia, penso a gente come Buffon, Riva, Baresi, Maldini, Baggio, ce ne sono tantissimi. Questi campioni saranno sempre con noi, anche chi non c’è più come Gianluca Vialli, saranno i nostri spiriti guida. Non abbiamo alibi, abbiamo una storia di personaggi che ho elencato, ci hanno indicato la nostra strada. Non ci sono scuse e alibi, dobbiamo dare continuità a quella storia bellissima che abbiamo vissuto, e che tutti riconoscono. La vera vittoria è quando vai dall’altra parte del mondo e trovi un bambino che ti indica e ti dice ‘Italia-Buffon’. Questo vuol dire avere valori e appartenenza».

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI