Il governatore torna a invocare un intervento urgente del legislatore
«Se succedesse a me vorrei poter decidere»: così il presidente della Regione Veneto Luca Zaia riaccende un dibattito mai sopito, in diretta sul canale Twitch di Ivan Grieco.
Il governatore punta il dito contro il Parlamento, spesso “riunito senza concludere nulla” e anticipato dai tribunali come nel caso Englaro, ricorda.
Poi precisa: «viene detto impropriamente ‘suicidio assistito’, io parlerei piuttosto di riconoscimento del percorso di fine vita, che forse è anche più rispettoso. Io non sono qui a promuovere il fine vita, ma un fatto di civiltà: un diritto che deve essere garantito ai cittadini».
Zaia cita poi la signora Gloria, nome di fantasia, che lo scorso mese è riuscita ad avere accesso al percorso di suicidio assistito appellandosi alla Corte Costituzionale.
La scorsa settimana l’Asl del Friuli Venezia Giulia ha dato l’ok alla richiesta di una 55enne affetta da sclerosi multipla di avvalersi del suicidio assistito.
«Finirà che, se questa legge non la facciamo per scelta, la faremo per necessità perché ormai ci sono sempre più casi di questo genere» conclude Zaia.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/MATTEO CORNER
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