Zelensky accusa: “incertezza è debolezza”. Peskov avverte: “prospettiva molto pericolosa per l’Ue”
Appuntamento a Vilnius per i membri dell’Alleanza Atlantica che si radunano per un vertice Nato che, secondo il segretario Stoltenberg, si è già ritagliato un posto nella storia prima ancora di iniziare. L’appuntamento avrà come oggetto principale l’estensione del Patto, con la possibile adesione della Svezia e dell’Ucraina.
Nel primo caso, sarebbe caduto il veto di Ankara con Stoccolma pronta ad entrare in cambio di un suo concreto impegno contro il terrorismo. Alla vigilia del vertice Erdogan si era detto disponibile a discutere di un possibile ingresso della Svezia in cambio di un’apertura da parte dell’Unione europea.
Quanto all’Ucraina, nel corso del vertice il presidente ucraino Zelensky avrà un téte à téte con Biden. Kiev ha ottenuto una semplificazione dell’iter di adesione alla Nato, in modo da accelerare i tempi di ingresso nell’Alleanza una volta terminato il conflitto.
A tal proposito la Casa Bianca ha già precisato che il percorso di adesione di Kiev sarà tracciato, ma “senza un calendario”.
Che non ci sia fretta lo conferma anche il segretario Stoltenberg: «se l’Ucraina non vince come nazione democratica e indipendente non ci sarà motivo di discutere delle garanzie di sicurezza o dell’ingresso nella Nato» spiega inaugurando il summit a Vilnius. «Il nostro compito ora – prosegue quindi – è far sì che l’Ucraina prevalga in questa guerra, garantendo la fornitura di armi e munizioni».
L’ingresso di Kiev nell’Alleanza preoccupa molto Mosca, impegnata a frenare l’espansione a est della Nato. Si tratta di una prospettiva “molto pericolosa per la sicurezza europea” come avvisa Peskov: «chi prende una decisione del genere dovrebbe esserne consapevole».
Non nasconde il suo risentimento per i freni posti dall’Alleanza, che accoglie l’ingresso dell’Ucraina ma prende tempo. Il presidente, invitato al summit, scrive che “sembra che non ci sia disponibilità né a invitare l’Ucraina nella Nato né a renderla membro dell’Alleanza. Ciò significa che c’è ancora la possibilità che l’adesione dell’Ucraina alla Nato sia da negoziare con la Russia. E per la Russia, questo si traduce in una motivazione per continuare il suo terrore. L’incertezza è debolezza. E ne discuterò apertamente al vertice” avverte. «La Nato collettiva deve smettere di avere paura della responsabilità» gli fa eco il consigliere Podolyak.
Prova a tranquillizzare Zelensky il cancelliere tedesco Scholz che, dopo aver annunciato ulteriori stanziamenti in aiuti militari a Kiev, accenna ad una dichiarazione di garanzie di sicurezza emessa dal G7. La proposta potrebbe essere formalizzata anche domani.
Fra i più accaniti sostenitori dell’ingresso di Kiev nella Nato c’è il Regno Unito. Lo ha ribadito oggi Sunak sostenendo che “il posto giusto per l’Ucraina è nella Nato” e che, anche se bisognerà attendere la fine della guerra, è necessario stilare una road map con “garanzie di sicurezza” come “messaggio deterrente a Putin“.
Fittissima l’agenda del presidente turco Erdogan, che oggi avrà un serie di bilaterali con Biden, Scholz e Sunak. Nel pomeriggio incontra anche Giorgia Meloni e il premier greco Mitsotakis.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/TOMS KALNINS