Gli Usa sottolineano che l’operazione dimostra l’impegno perché l’Indo-Pacifico sia libero e aperto
Il cacciatorpediniere statunitense Uss Milius domenica 16 aprile ha compiuto “un transito di routine nello Stretto in acque in cui si applicano le libertà di navigazione e il sorvolo in alto mare in conformità con il diritto internazionale“.
La decisione statunitense arriva a pochi giorni dalle esercitazioni militari cinesi. La Settima Flotta Usa ha spiegato che la nave da guerra ha attraversato il corridoio nello Stretto “che si trova oltre il mare territoriale di qualsiasi Stato costiero” e sottolinea in una nota che l’operazione “dimostra l’impegno degli Usa per un Indo-Pacifico libero e aperto“.
Dalle fila dell’Esercito popolare di liberazione cinese si alza la voce del colonnello Shi Yi che dichiara: «il livello di allerta delle truppe resta alto: difenderanno risolutamente la sovranità e la sicurezza nazionali, nonché la pace e la stabilità regionali».
Il portavoce del ministro degli Esteri cinese Wang Wenbin, impegnato nelle valutazioni della ministeriale G7 degli Esteri in corso in Giappone, ha dichiarato che la questione di Taiwan “è un affare interno della Cina” che esclude qualsiasi “interferenza esterna: malgrado non siano ancora state unificate, le due sponde dello Stretto di Taiwan appartengono alla stessa Cina e Taipei è parte del territorio cinese“.
Il ministero degli Esteri taiwanese, invece, punta a raddoppiare la sua presenza in Italia: dopo l’ufficio di rappresentanza a Roma, che funziona come ambasciata de facto, l’isola ha in programma l’apertura di un altro ufficio a Milano, un consolato de facto. L’obiettivo è “continuare ad approfondire scambi e cooperazione” bilaterali “nei settori dell’economia, del commercio, della cultura, dell’istruzione, della scienza, della tecnologia e del turismo”.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/Plamen Ivanov / Press office US embassy Bulgaria