Sottoscritto un accordo per flussi di lavoratori con Ammar. Scholz rilancia su “espulsioni su larga scala”

Fallito il memorandum d’intesa europeo mediato dall’Italia, Antonio Tajani ci riprova. Questa volta il ministro degli Esteri è volato a Tunisi per sottoscrivere un accordo sulla promozione di flussi migratori regolari. Insieme a lui l’omologo tunisino Nabil Ammar.

Tajani ha spiegato che l’obiettivo è quello di “rafforzare la migrazione regolare contro quella irregolare e contro i trafficanti di esseri umani“. Il programma prevede l’inserimento diretto nel mondo del lavoro, “nell’agricoltura e nell’industria“, di “coloro che vogliono essere impegnati e sono formati che quindi non se ne andranno in giro per l’Italia“.

Il titolare della Farnesina ha poi confermato alla stampa che “la collaborazione con la Tunisia nella lotta contro i trafficanti di esseri umani sta dando risultati positivi“. La preoccupazione per i flussi migratori e i trafficanti umani è dunque “condivisa con Tunisi“.

Quanto alla crisi in Medio Oriente, Tajani ha ribadito la posizione italiana di “due popoli, due Stati” nel Paese dove aleggia un forte senso anti-ebraico. Il 18 sera centinaia di persone sono state filmate mentre appiccavano il fuoco ad una sinagoga, dismessa da tempo.

Scholz: “espulsioni anche con una certa durezza per chi non ha diritto a restare”

Nel frattempo il dibattito sull’immigrazione imperversa anche in Germania. Qui il cancelliere Scholz ha spiegato, in un’intervista a Der Spiegel, che sono necessarie “espulsioni su larga scala di coloro che non hanno il diritto di rimanere in Germania”, anche se “questo richiede anche una certa durezza”.

Il socialdemocratico: «bisogna avere la forza di dire che purtroppo non possono restare qui, perché arrivano troppe persone».

Massima accoglienza per “lavoratori di cui abbiamo bisogno” e per “coloro che chiedono asilo, ad esempio perché perseguitati politicamente” così come chi fugge da morte o guerra.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ ALESSANDRO DI MEO