Il colosso con sede negli Usa ha denunciato il concorrente cinese per comportamento anticoncorrenziale e “intimidazioni di tipo mafioso”

Non poteva che risolversi nelle aule di un tribunale il testa a testa che ha monopolizzato gli ultimi trend dell’e-commerce del fast fashion: Temu ha fatto causa a Shein.

Le due piattaforme presentano molte affinità. Si tratta in entrambi i casi di e-commerce cinesi, piattaforme con assortimenti vastissimi che comprendono, oltre ai vestiti, anche casalinghi e oggettistica varia. Mentre però Shein è specializzato nell’abbigliamento e nel make up, Temu ha un archivio più vario che comprende anche tecnologie, giochi e complementi d’arredo.

Sia Temu sia Shein praticano prezzi bassissimi, al netto di tempi di consegna più lunghi, promossi con strategie di marketing e una comunicazione pubblicitaria molto aggressive. Entrambe condividono poi parecchie critiche, a partire da quelle sulla sostenibilità ambientale di un modello di vendita che promuove prodotti a prezzi bassissimi al netto di scelte al ribasso sulla qualità dei materiali, della lavorazione e dell’etica del lavoro.

Secondo Temu, che si è inserita nel mercato occidentale solo in un secondo momento, Shein starebbe cercando di limitare la sua diffusione ricorrendo a “intimidazioni di tipo mafioso” nei confronti dei fornitori di Temu. Il comportamento anticoncorrenziale di Shein era già stato oggetto di una prima denuncia scattata a luglio ma poi ritirata con il consenso delle parti.

Da un lato Shein accusa Temu di una propaganda aggressiva a suon di influencer pagati per denigrare la concorrenza. Dall’altra Temu sostiene che Sheincostringerebbe i produttori a firmare giuramenti di fedeltà, certificando che non faranno affari con Temu” e che addirittura sarebbe arrivato a “imprigionare per molte ore” i fornitori che collaboravano anche con Temu.

Le pratiche intimidatorie di Shein avrebbero quindi spinto Temu a chiedere l’intervento del tribunale distrettuale di Washington (la WhaleCo, società madre di Temu, ha sede negli Usa).

Sul piatto non c’è solo un’enorme fetta di mercato, ma anche il futuro finanziario dei due colossi. Mentre Temu si appresta nel 2024 a lanciare una massiccia campagna pubblicitaria (volano in tal senso sarà anche il Super Bowl di febbraio), Shein potrebbe quotarsi in borsa sulla scorta di una valutazione da 100 miliardi di dollari.

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/MARK R. CRISTINO