Il governo di Yair Lapid ha deciso di dedurre 600 milioni di shekel dal totale dei dazi raccolti per conto dell’Anp
Crescono ulteriormente le tensioni tra Israele e l’Autorità nazionale palestinese dopo la decisione del governo di Yair Lapid di dedurre 600 milioni di shekel (170 milioni di euro) dal totale dei dazi raccolti per conto dell’Anp e poi inoltrati a Ramallah.
Secondo fonti ufficiali si tratterebbe della cifra che annualmente l’Anp destina al pagamento di stipendi mensili ai familiari di palestinesi detenuti in Israele per episodi di violenza, inclusi gravi attentati terroristici. Già in passato la pratica aveva destato proteste da parte palestinese.
«Il governo occupante – ha scritto su Twitter il segretario generale del comitato esecutivo dell’ Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) Hussein Al-Sheikh – continua i suoi gesti di pirateria nei confronti dei soldi del popolo palestinese. Si tratta di una politica di furto e di assedio economico, una mossa in più che va ad aggiungersi alla escalation quotidiana sul terreno e allo spargimento del sangue del nostro popolo».
di: Francesca LASI
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