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Con Canberra, ad oggi tutti i servizi di intelligence di Five Eyes hanno vietato il social sui cellulari dei dipendenti delle istituzioni

Il ban all’utilizzo di TikTok su dispositivi governativi si estende a macchia d’olio: questa volta è il turno dell’Australia che ha vietato la piattaforma su tutti i cellulari in dotazione allo staff del Governo e del Parlamento.

La decisione è stata presa sotto suggerimento dei servizi di intelligence e nell’ambito a un più ampio progetto di “revisione di sicurezza” messo in atto dalla ministra degli Affari Interni Clare O’Neil, riguardante in particolar modo i social media.

Oltre a diversi Paesi europei, che hanno agito in ordine sparso, e alla stessa Commissione Ue, con l’Australia ad oggi tutti i Paesi dell’alleanza Five Eyes hanno esteso il ban sui dispositivi governativi a TikTok. Il timore condiviso è che tramite il social i funzionari cinesi possano avere accesso ai dati sensibili degli utenti, attingendo direttamente alla banca dati della piattaforma.

Il gruppo Five Eyes riunisce i sistemi di intelligence di cinque Paesi: prima di Canberra, infatti, anche Stati Uniti, Nuova Zelanda, Gran Bretagna e Canada aveva già vietato il social sui dispositivi istituzionali.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MARK R. CRISTINO

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