migrazione sbarchi

Negli ultimi tre giorni in Italia sono sbarcate oltre tremila persone

Tra il 7 e il 10 aprile sono sbarcate in Italia circa tremila persone. Le migrazioni hanno ripreso con forza dopo uno stop dettato dal maltempo. Nonostante le condizioni climatiche siano migliorate, il Mediterraneo continua a essere molto mosso e 38 persone hanno perso la vita tentando di raggiunge l’Europa. 18 sono invece i dispersi. I naufragi sono avvenuti a largo di Tunisia e Malta.

In tre giorni a Lampedusa sono arrivati oltre 40 barchini, per un totale di circa due mila persone migrante approdate nell’isola, con l’hotspot sempre più al collasso (ospita 1800 persone, numero quattro volte maggiore della capienza massima).

Le operazioni di salvataggio sono state condotte da Guardia costiera e mezzi di Frontex.

Intanto arrivano le denunce di Alarm Phone e dalla Ong Resqship, che con la nave Nadir ha salvato i migranti naufragati che erano partiti da Sfax: «una tragedia inenarrabile che si sarebbe potuta, e dovuta, evitare con un approccio umanitario alla migrazione, invece di blindare i confini europei».

Salvini: Slovenia torni a fare le riammissioni

Matteo Salvini ha dichiarato di auspicare che “la Slovenia faccia quello che deve fare, e che faceva in passato, cioè proceda alle riammissioni di coloro che superano illegalmente il confine“. Per il ministro “occorre ragionare con i vertici del Paese confinante”, perché “altrimenti saremo costretti a reinstallare punti di controllo ai confini, perché non è possibile essere lasciati soli, a Trieste, a Lampedusa, a Ventimiglia, a Cutro. Ognuno deve fare il suo

Vertice al Viminale

Il tema delle migrazioni si impone all’interno del dibattito politico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha in agenda oggi un vertice al Viminale. L’obiettivo del Governo è di proseguire sulla strada presentata a Cutro dopo il naufragio, imponendo un rafforzamento nella stretta e creare deterrenti che mettano fine alle partenze.

Al termine del vertice si passerà alla commissione Affari costituzionali del Senato. Nicola Molteni, il sottosegretario, ha annunciato che i nuovi emendamenti serviranno “per affrontare le ulteriori questioni emerse dopo l’emanazione del decreto, tenuto conto della particolare rilevanza del flusso migratorio in atto“.

Intanto dall’opposizione si attende un centinaio di emendamenti contro una riformulazione del governo introdotta per garantire i rimpatri dei migranti arrivati illegalmente, in cambio di maggiori quote del decreto flussi con i Paesi interessati.

A seguito di un incontro tra i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, e della Protezione civile e del Mare Nello Musumeci, il Governo riunito in Cdm per l’approvazione del Def ha deliberato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale: lo status è stato inizialmente fissato per un periodo di 6 mesi, con uno stanziamento di cinque milioni di euro.

Musumeci ha spiegato: «se oggi dichiareremo lo stato di emergenza sull’immigrazione? È un’ipotesi assai probabile. Ieri mi sono sentito col collega dell’Interno, Piantedosi, c’è una condizione di assoluta emergenza. Non è un fatto nuovo – aggiunge – già da diverse settimane avevo lanciato l’allarme, ma complessivamente il governo, con il presidente Meloni, avevano evidenziato anche a Bruxelles quanto importante fosse l’esigenza di mettersi attorno a un tavolo per affrontare finalmente questo tema che è destinato a non esaurirsi almeno per i prossimi dieci anni. È una condizione che mette in sofferenza le strutture dello Stato ed è inevitabile perché parliamo di esseri umani che hanno diritti e verso i quali dobbiamo avere un approccio assai responsabile. Ricordiamoci che parliamo di un fenomeno di dimensioni mai conosciute nel passato. Le isole, né la Sicilia né Lampedusa, né le altre regioni, e penso a Calabria e Puglia, non possono da sole affrontare questa condizione di emergenza. È necessario quindi ricorrere a misure anche in deroga all’ordinamento vigente».

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/Guardia Costiera