orca lolita

Conosciuta come Tokitae, è stata usata per intrattenere il pubblico del Miami Seaquarium: ora tornerà nel Pacifico e ritroverà la madre

Torna libera Lolita, l’orca catturata nell’estate del 1970 e usata da allora per intrattenere i turisti al Seaquarium di Miami.

La liberazione di Tokitae, come viene chiamata oggi, è stata oggetto di un accordo tra un gruppo animalista, il proprietario del parco a tema e il patron di una squadra di football americano. Adesso manca solo l’okay del Governo dopodiché bisognerà organizzare l’operazione di trasbordo dell’animale, dall’acqua con cui trasportarla all’attrezzatura per farla salire e scendere dall’aereo.

Lolita aveva circa quattro anni al momento della cattura nello Stretto di Puget, intricata insenatura nel Nord-ovest dell’Oceano Pacifico.

L’orca è stata addestrata a esibirsi davanti al pubblico e ha “lavorato” per 10 anni insieme a un’altra orca, Hugo, morto nel 1980; adesso nell’acquario rimane solo un delfino a strisce bianche, Lili.

Nel 2022 in base a un accordo con le autorità federali, il Miami Seaquarium ha annunciato che non avrebbe più messo in scena spettacoli con l’orca, che oggi ha 57 anni e pesa oltre due tonnellate. Tokitae vive attualmente in una vasca angusta per le sue dimensioni: 24 metri di lunghezza per 11 di larghezza e solo 6 di profondità. Il rischio è che Lolita faccia la stessa fine di Hugo, morto a causa di un aneurisma cerebrale dopo aver sbattuto ripetutamente la testa contro le pareti della vasca.

Tornata nell’Oceano Pacifico, potrebbe incontrare sua madre, un’orca ribattezzata Ocean Sun, che continua a nuotare libera con gli altri membri del loro branco – noto come ‘L pod’. Secondo gli studiosi Ocean Sun avrebbe più di 90 anni.

I tempi per lo spostamento di Lolita potrebbero variare da 18 a 24 mesi e i costi potrebbero raggiungere i 20 milioni di dollari.

Ci sono preoccupazioni anche sul ritorno dell’orca nel suo habitat naturale, perché dopo 50 anni di cattività non può essere semplicemente liberata: il piano prevede di trasportarla in un santuario oceanico nelle acque tra lo Stato di Washington e il Canada, dove inizialmente nuoterà all’interno di una grande rete, seguita da un team di addestratori e veterinari.

In questo lasso di tempo dovrà sviluppare la muscolatura, poiché le orche di solito nuotano per circa 60 chilometri al giorno.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/CRISTOBAL HERRERA