Il figlio Edinho vuole trasformarla in un luogo turistico da visitare
Nell’ultimo periodo della sua vita Pelè ha vissuta una crisi finanziaria che l’ha portato a lasciare debiti alla famiglia. A raccontare dei problemi economici in un’intervista alla tv ESPN Brasil, è il figlio Edinho, ex portiere del Santos e oggi allenatore di calcio.
Le difficoltà economiche sarebbero iniziate con la vendita del marchio «Pelé» ad un’azienda statunitense. «Era molto triste, non aveva attorno a sé le persone né le linee guida ideali ed ha preso decisioni sbagliate ma ora non ha senso pentirsene, anche se è deplorevole. Ora il mio obiettivo è risolvere il problema», ha detto Edinho, che tra i suoi piani per riuscire a monetizzare ha la creazione di un «Pelé tour» per i turisti provenienti da tutto il mondo.
Non si sa qual è l’entità del danno che la leggenda del calcio ha lasciato in eredità ma di certo c’è soltanto che soltanto le sue società legate hanno un capitale di almeno 4,4 milioni di euro e per sapere chi erediterà cosa bisognerà attendere ancora un anno, dati i tempi lunghissimi del Brasile per fare l’inventario di beni immobili, finanziari e delle eventuali passività.
Una parte dei debiti sono però stati calcolati dai giornalisti Marcelo Gomes e Thiago Cara che sono riusciti a portare alla luce la storia del penultimo rifugio in vita di Pelé, la villa sulla spiaggia di Pernambuco, a Guarujá, sul litorale di San Paolo. Qui il re del calcio arrivò nel 1981 per stare vicino alla madre ed aveva costruito questa enorme casa: una reggia con decine di stanze, un cinema, una cappella, una piscina, campi da tennis, da footvolley e da calcio e anche uno studio di registrazione.
Su questa villa oggi grava un debito di circa 100mila euro, ed è in stato di abbandono ed è in vendita dal 2017, quando Pelé si trasferì in un’altra residenza. La villa vale circa un milione e mezzo di euro, ma è intestata alla società Pelé Comércio Empreendimentos e Participações, che ha altre tasse inevase per 54mila euro su un altro immobile oltre a debiti non meglio precisati nelle città di Santos, São Vicente e Juquiá.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/IAN LANGSDON