Nel Sud Kivu si contano centinaia di morti e almeno cinquemila dispersi, fra villaggi e case cancellati
Ha assunto i caratteri di una vera e propria ecatombe l’emergenza ambientale in Congo dove i morti si contano nell’ordine delle centinaia dopo le devastanti alluvioni dei giorni scorsi. Le piogge torrenziali si sono abbattute in particolare sulla Regione orientale del Sud Kivu nella RDC e il bollettino ufficiale, tragicamente destinato ad aumentare, parla di almeno 411 morti e oltre cinquemila dispersi.
Le piogge hanno rigonfiato i letti dei fiumi che, straripando, hanno innescato una serie di frane che hanno distrutto interi villaggi. A Bushushi la colata di acqua e fango ha travolto case e persone, accorse in gran numero in occasione del mercato settimanale.
I soccorritori perseguono nelle ricerche dei dispersi, scavando a mani nude per via della mancanza di attrezzature adeguate che faticano a raggiungere i luoghi del disastro anche per via della circolazione gravemente compromessa. Nell’area sono presenti squadre della Croce Rossa e di Medici Senza Frontiere.
Un sos rilanciato da Medici Senza Frontiere (MSF) che ha inviato una squadra d’emergenza nelle aree colpite. Proprio il coordinatore per l’emergenza di MSF Ulrich Crepin Namfeibona ha riferito che di una situazione “catastrofica“, anche perché “la calamità si è abbattuta durante la notte e, poiché il giovedì si tiene il mercato settimanale, la popolazione di Bushushu era il doppio del solito“.
«Alcuni villaggi sono stati completamente cancellati dalle inondazioni, comprese le case, i campi e il bestiame» aggiunge.
Alle vittime e ai danni strutturali si unisce anche il rischio per le condizioni igienico sanitarie: «è alto il rischio di malattie, come infezioni della pelle e malattie diarroiche, soprattutto in quest’area vicina al lago Kivu dove il colera è endemico. Ripari, cibo e altri beni di prima necessità sono urgentemente necessari per queste comunità che hanno perso tutto. Vediamo anche bambini che hanno perso i genitori e hanno bisogno di protezione».
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/STR