NEMER RUGBY

Il pilone della Benetton Rugby è stato sanzionato per aver regalato una banana marcia al compagno di squadra. “Il razzismo non ha e non avrà mai alcun ruolo nella mia vita” ha commentato il giocatore

Il giocatore della Benetton Rugby e della Nazionale Ivan Nemer è stato squalificato fino al 30 giugno 2023 per la vicenda relativa al compagno di squadra Cherif Traorè, al quale regalò una banana marcia. Lo ha riferito la Federugby. La sanzione, comminata dal Tribunale Federale dopo la richiesta di rinvio a giudizio della procura della Fir sulla base del regolamento di giustizia federale e della Regola 18 di World Rugby, deriva da un patteggiamento. Il pilone dovrà anche seguire un corso sull’integrazione.

«Nel definire la sanzione il Tribunale Federale, in accoglimento della richiesta di patteggiamento – si legge – ha tenuto in considerazione la volontà di Nemer di fare piena chiarezza su quanto avvenuto, il rammarico rappresentato nei confronti del proprio compagno, il riconoscimento del disdoro arrecato dal proprio comportamento all’immagine della Franchigia Benetton Rugby, del rugby italiano e del Gioco in generale, nonché l’esemplare comportamento sempre mantenuto dall’atleta in campo e fuori nel corso della propria carriera. Il giocatore ha rinunciato al diritto ad appellare la sentenza».

Dopo la squalifica è arrivato il commento di Nemer. «Il razzismo non ha e non avrà mai alcun ruolo nella mia vita, come non dovrebbe averne nella vita di ognuno di noi. Sono fortemente rammaricato da quanto è accaduto, dalla stupidità del mio gesto, dal dispiacere causato ad un amico, dall’aver arrecato danno alla mia squadra, ai compagni, al Paese che rappresento ed al Gioco che amo – ha dichiarato il pilone – Vengo da un Paese multiculturale come l’Argentina, dove le culture si mescolano da oltre un secolo, e divido da sempre lo spogliatoio ed il campo con compagni ed amici provenienti da tutto il mondo. Quanto è accaduto non mi rappresenta, ma al tempo stesso deve farmi e farci riflettere su quanto ancora debba essere fatto per modificare la nostra cultura, superare gli stereotipi più beceri, avvicinarci gli uni agli altri ancor più di quanto già non accada. Accetto la squalifica ed il percorso di reinserimento con serenità ma soprattutto confido, nei mesi e negli anni a venire, di poter contribuire con la mia testimonianza a sensibilizzare sempre più giovani rugbisti su temi che devono essere affrontati e compresi per rendere migliore non solo il nostro sport, ma il mondo in cui viviamo».

di: Francesca LASI

FOTO: SHUTTERSTOCK