Il Tycoon mette di nuovo in imbarazzo States e partito repubblicano, incitando gli americani a non rispettare più il testo fondativo
Nuova bufera su Donald Trump, questa volta anche da alcuni esponenti del partito repubblicano. Il Tycoon ha fatto nuovamente parlare di sé dopo aver incitato il popolo degli States ad abbandonare la Costituzione Americana, nell’ennesima accusa di frode riguardante i risultati delle presidenziali del 2020, vinte dal suo antagonista democratico Joe Biden. Dopo aver reiterato le proprie accuse diffamatorie Trump ha postato un testo sul suo social, Truth, asserendo che: «una frode del genere e di tale portata permette l’abrogazione di tutte le regole, le norme e i regolamenti di ogni autorità, comprese quelle della Costituzione».
Immediata la replica al vetriolo della Casa Bianca: «La Costituzione americana è un documento sacrosanto che garantisce da più di 200 anni la libertà e lo stato di diritto nel nostro bel paese- commenta il portavoce di Washington Andrew Bates in un comunicato-. Attaccare la Costituzione e tutti coloro che rappresenta è un anatema al cuore stesso del nostro paese». Anche il capo dei democratici al Senato Chuck Schumer ha scritto un tweet indignato: “La scorsa settimana cenava con gli antisemiti. Ora vuole abrogare la democrazia costituzionale in America”.
Non sono per niente a loro agio anche i repubblicani. Pungolato dall’emittente Fox News, l’ex segretario di Stato Mike Pence sceglie di non rispondere, mentre l’ultraconservatore e precedentemente suo sostenitore John Bolton ha twittato: “Tutti i veri conservatori devono opporsi alla sua campagna per la rielezione presidenziale del 2024”.
di: Caterina Maggi
FOTO: EPA/CRISTOBAL HERRERA