liz truss

La premier affronta il suo primo Question time alla Camera dei Comuni rilanciando la lotta al caro-bollette e il taglio al carico fiscale

La strada è in salita per la premier britannica Liz Truss che dopo la débacle sul piano delle tasse rivendica un'”azione decisiva” contro il caro bollette e nel taglio del cuneo fiscale, il cui carico è il più alto degli ultimi 70 anni.

Nel corso del primo Question time alla Camera dei Comuni dopo il ritiro della mini-manovra, Truss difende dunque l’operato del Governo: «come risultato della nostra azione – assicura – vedremo una crescita maggiore e una minore inflazione».

Tuttavia le sue parole non tranquillizzano: ieri la sterlina è crollata e per la seconda volta in una settimana la banca centrale inglese è dovuta intervenire d’urgenza. Il The Economist non ha risparmiato le critiche al Governo e all’operato di Truss: “La sua reputazione non è recuperabile. A prescindere da quanto resterà a Downing Street lei sarà ricordata come il primo ministro che per meno tempo in assoluto ha avuto potere nella Storia della politica britannica”.

L’Institute for Fiscal Studies ritiene che il governo debba “trovare risparmi per un valore di circa 60 miliardi di sterline per colmare i buchi creati dai tagli alle tasse, dall’aumento dei costi degli interessi del debito e dal deterioramento delle prospettive economiche. Secondo l’istituto, tagliare trasversalmente la spesa pubblica tutta del 15%, come paventato da alcuni, porterebbe solo una minima entrata economica rispetto all’enorme debito“. Un problema che, secondo l’Economist, sarebbe stato creato dal Governo non dalla banca centrale. “I passi compiuti finora da Truss e Kwarteng non hanno prodotto risultati efficaci per recuperare la fiducia e non li produrranno mai”.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/TOLGA AKMEN