Il navigatore genovese Cristoforo Colombo è approdato il 12 ottobre 1492 nell’isola di San Salvador
Sono passati 530 anni dal 12 ottobre 1492, data in cui Cristoforo Colombo è approdato sull’isola di San Salvador convinto di essere arrivato in India.
Questa giornata è diventata il Columbus Day, per celebrare l’impresa del navigatore genovese che, sotto l’egida dei sovrani di Spagna, ha solcato l’oceano Atlantico a bordo delle sue tre caravelle con l’obiettivo di trovare una via marittima per le Indie navigando verso ovest.
Le tre caravelle, la Niña, la Pinta e la Santa María, attraversarono l’oceano per un mese senza mai vedere altro che acqua e poi, il 12 ottobre, attraverso un varco nella barriera corallina giunsero a San Salvador, dove furono accolti in modo cordiale e pacifico dagli abitanti dell’isola, i Taino, nativi di etnia Arawak.
L’esplorazione dell’isola non diede in verità buoni risultati: la spedizione non trovò le ricchezze descritte da Marco Polo e così si rimise in viaggio fino a raggiungere Cuba, che venne scambiata per “il Giappone o la Cina” da Colombo. In seguito i marinai approdarono ad Haiti, ma Colombo non comprese mai di aver toccato un nuovo continente. E dire che tornò tre volte: nel 1493, quando scoprì altre isole, nel 1498, quando arrivò fino all’America del Sud, e nel 1502, quando raggiunse invece l’America centrale. L’esploratore genovese morì nel 1506, ancora convinto di essere arrivato nelle Indie.
Il primo a intuire la verità fu Amerigo Vespucci, nel 1507: per questo il Nuovo Mondo fu battezzato “America” in suo onore.
Colombo non è stato il primo europeo ad arrivare in America: prima di lui il “Nuovo Mondo” era stato raggiunto da alcuni navigatori scandinavi, conosciuti come Vichinghi.
Il termine “scoperta” appare dunque quantomeno opinabile. In America erano già arrivati altri popoli, ma soprattutto lo Stato era già abitato da diverse civiltà, alcune delle quali anche molto avanzate, come i Maya, gli Aztechi e gli Inca, che non avevano alcun bisogno di essere scoperte.
di: Micaela FERRARO
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