Secondo il senatore russo Tsekov i negoziati avranno luogo “ma saranno molto difficili”
L’ex presidente russo Dmitri Medvedev su Telegram avverte che “Mosca continuerà a riprendersi i territori russi e per ovvie ragioni non ha ancora utilizzato tutto il suo arsenale di possibili armi di distruzione” in Ucraina. Riferendosi al ritiro da Kherson Medvedev ha dichiarato che i russi stanno “cercando di salvare il più possibile le vite dei nostri militari e civili mentre i nostri nemici no. E qui sta la nostra grande differenza morale con loro“.
Dmitry Kuleba, il ministro degli Esteri di Kiew, ha annunciato che “valuterà” il possibile incontro con l’omologo russo Lavrov. «Lui non ha chiesto un incontro, come è consuetudine in diplomazia. Se lo farà valuteremo attentamente la sua richiesta, tenendo conto di tutti gli aspetti e le realtà della situazione attuale» ha spiegato Kuleba.
Sergei Tsekov, senatore e membro del Comitato per gli affari internazionali del Consiglio della Federazione russa ha dichiarato che “i negoziati tra Mosca e Kiev avranno sicuramente luogo, ma i tempi del loro svolgimento dipendono dalla posizione dei partner dell’Ucraina” riferendosi a Usa e Stati dell’Unione europea.
«I negoziati tra Russia e Ucraina alla fine avranno luogo ma saranno molto difficili, molto complicati. Se continuano a alimentare il conflitto, non ci saranno negoziati – ha sostenuto il senatore. – Oggi il raggiungimento di qualsiasi risultato a seguito dei negoziati sembra improbabile dal momento che Kiev assume una posizione inaccettabile, chiedendo alla Russia la restituzione dei territori perduti e un risarcimento. Dobbiamo ricordare come è iniziata l’operazione militare speciale: le questioni della smilitarizzazione e della denazificazione non sono state rimosse dall’agenda».
Intanto la guerra continua, come ha riferito al vertice dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico in Cambogia il ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba.
«Stiamo vincendo battaglie sul campo. Ma la guerra continua» ha spiegato il ministro. Aggiungendo di comprendere che “tutti vogliano che questa guerra finisca il prima possibile. Siamo sicuramente quelli che lo vogliono più di chiunque altro. Ma finché vedremo la Russia mobilitare più coscritti e portare più armi in Ucraina, ovviamente continueremo“.
Secondo quanto riportato dal bollettino giornaliero dello Stato maggiore ucraino, nella giornata di ieri i sono stati uccisi 810 russi portando il totale a 80.129. Dal Capo di Stato maggiore Usa arriva la stima che i russi abbiano già perso 100mila uomini fra morti e feriti.
Arriva su Telegram l’attacco che Alexander Dugin sferra a Vladimir Putin. Il filosofo ha scritto che in una autocrazia “diamo al sovrano pienezza assoluta dei poteri per salvarci tutti“, quindi “pieni poteri in caso di successo, ma anche totalità delle responsabilità in caso di fallimento” Dugin ha spiegato inoltre di non avere “niente contro Surovikin. Il colpo non è diretto a lui. È un colpo per voi-sapete-chi” che è suonato come un attacco diretto al presidente russo. Dugin faceva riferimento alla ritirata russa da Kherson, secondo quanto riferisce il Mirror, il post è stato poi rimosso.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ALEXEI NIKOLSKY