ORISTANO

Al momento la donna, che ha ucciso a coltellate la figlia Chiara Carta, resta piantonata all’ospedale, ma appena possibile verrà trasferita in carcere

È stata arrestata Monica Vinci, la 52enne che ha ucciso Chiara Carta, la figlia 13enne a Silì, frazione di Oristano, in Sardegna.

Al momento la donna resta piantonata all’ospedale San Martino, ma appena sarà possibile verrà trasferita nel penitenziario di Cagliari-Uta. La gip Federica Fulgheri ha accolto le richieste del pm Valerio Bagattini ed è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Giovedì 23 febbraio si sono celebrati i funerali della 13enne nella chiesa di San Pietro Apostolo, a Silì. Il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna ha proclamato il lutto cittadino e disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nei Palazzi del Comune, un minuto di raccoglimento nelle scuole e negli uffici pubblici alle 12, oltre alla chiusura degli uffici comunali al pubblico durante le esequie.

Il padre di Chiara, Piero Carta, ha scritto: “non conoscono odio, neanche per chi ha commesso questa atrocità. Provo molta compassione, adesso attendo giustizia per Chiara“. Nella sua lettera il genitore ringrazia per vicinanza e solidarietà i compagni di classe e i professori di Chiara. “La ricorderò sempre come una ragazzina serena, educata e solare, che stava andando incontro alla vita. La ricorderò sempre come una ragazzina serena, educata e solare, che stava andando incontro alla vita. Chiara era una ragazzina matura e ottimista. Quando capitava di prendere delle insufficienze a scuola, mi diceva: ‘Pà, quei voti li recupero’. Il nostro era un dialogare espansivo. La ponevo al corrente dei possibili pericoli per la sua età, lei era consapevole e prontamente rispondeva ‘Lo so papà…io non faccio quelle cose!’, dimostrandomi sempre la sua maturità. Immagino il vostro dolore per aver perso un’amica e compagna di scuola. Il suo banco adesso è vuoto, ma son sicuro che lei è sempre lì con tutti voi. La sua anima è libera, appartiene non più a questa vita terrena, ma è un angelo del Signore. Io da padre continuerò a fare vivere il suo nome, non demorderò mai, sapendo che lei sarà la mia guida e la mia consolatrice sempre”.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA