Mosca alla Nato: “armi e aiuti militari a Kiev si avvicino a scontro diretto con la Russia”
La Finlandia potrebbe costruire un muro di cinta che separi il confine con la Russia. «Vogliamo assicurarci di avere un supporto sufficiente, affinché la nostra forza di guardia di frontiera esegua un controllo dei confini efficace e appropriato. Inoltre, dobbiamo essere preparati a qualsiasi situazione di disturbo», ha spiegato la premier, Sanna Marin, sottolineando che la crescente preoccupazione dell’opinione pubblica finlandese richiede risposte convincenti.
Lo scorso luglio il Paese ha approvato una legge che prevede la possibilità di installare barriere lungo le frontiere. Martedì Helsinki ha esteso ulteriormente la legge. La recinzione che dividerebbe i due Paesi sarebbe un vero e proprio muro dotato di filo spinato, lungo tra i 130 e i 260 chilometri, attraverso i 1.300 chilometri di confine della Finlandia con la Russia.
Mosca alla Nato: “vicini a scontro militare”
Mosca lancia un nuovo avvertimento alla Nato. «Il flusso di armi della Nato verso l’Ucraina e gli aiuti militari a Kiev avvicinano l’alleanza alla pericolosa linea dello scontro militare diretto con la Russia», dice la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, citata dalla Tass.
Il ministero si riferisce in particolare alla missione di addestramento europea per 15 mila soldati ucraini e alla fornitura di armi alle forze armate ucraine. «Ciò accresce qualitativamente il coinvolgimento dell’Unione Europea, rendendola, ovviamente, parte del conflitto», aggiunge.
Zakharova punta il dito anche contro l’Unione europea, entrata a suo dire a “fare parte del conflitto“. La portavoce definisce i Paesi che hanno fornito armi all’esercito di Kiev “sponsor di attività terroristiche che vengono condotte sotto gli auspici di Kiev e con la partecipazione diretta della Nato“.
Caccia russo sgancia missile su aereo britannico
Un caccia russo SU-27 avrebbe sganciato un missile vicino a un aereo “disarmato della RAF RC-135 Rivet Joint” britannico che pattugliava lo spazio aereo internazionale sul Mar Nero lo scorso 29 settembre. Lo riferisce il ministro della Difesa britannico Ben Wallace al Parlamento sottolineando che si è già rivolto al suo omologo russo Shoigu per esprimere le sue preoccupazioni.
Scholz: “fabbisogno di Kiev coperto fino alla fine dell’anno”
Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, guarda al futuro dell’Ucraina: «la buona notizia è che il fabbisogno finanziario di Kiev di qui alla fine dell’anno anno è praticamente coperto. Ma gli effetti della guerra ci impegneranno per molti anni», ha detto al Bundestag, citando inoltre lo sforzo della ricostruzione nei prossimi anni e la conferenza dedicata al tema che si terrà a Berlino il 25 ottobre.
Medvedev attacca i leader europei
Non le manda a dire il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev che rivolge nuove parole al vetriolo ai leader europei, in particolare la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, il cancelliere Olaf Scholz e la premier britannica Liz Truss.
«Se il premio Nobel per l’Economia per il crollo più rapido delle finanze nazionali lo merita la frenetica Truss, allora la contendente al Nobel per la Medicina per l’uso dei soldi per i vaccini è Ursula von der Leyen – scrive su Telegram. – Il tedesco Scholz seguendo la sua fidanzata al governo Baerbock, ha intrapreso la strada sporca di accusare il nostro Paese di aver usato come armi fame ed energia nel corso del conflitto ma bisogna fargli ricordare meglio il periodo del nazismo nel suo Stato e dei circa 30 milioni di cittadini del nostro Paese che morirono di guerra, fame e freddo».
E ancora: «Ursula von der Leyen in qualche modo ha acquistato 4,6 (!) miliardi di dosi di vaccino Covid-19 dalla società farmaceutica Pfizer per 71 miliardi di euro. Sono 10 dosi di vaccini per ogni cittadino dell’Ue. Dopotutto, è una ginecologa e il capo di una specie di Commissione europea, e ora è una rappresentante di Big Pharma».
Turchia rilancia negoziati
Il presidente turco Erdogan prosegue il suo ruolo di mediatore nell’ambito del conflitto in Ucraina e rilancia i negoziati. Rivolgendosi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un colloquio telefonico, infatti, la Turchia si sarebbe detta pronta a offrire qualsiasi contributo.
Zelensky ha definito “amichevole” il dialogo con Erdogan e ha sottolineato “il ruolo speciale della Turchia nell’iniziativa sul grano e nella sua prosecuzione“.
Droni iraniani sì o no?
Gli Stati Uniti tornano a schierarsi contro l’uso dei presunti droni suicidi di fabbricazione iraniana. Secondo il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ned Price, infatti, ci sarebbero “prove abbondanti” dell’utilizzo di droni contro “obiettivi civili”. «Non esiteremo a ricorrere alle sanzioni e ad altri strumenti appropriati contro ogni soggetto coinvolto in questi trasferimenti. Continueremo anche ad aumentare l’assistenza di sicurezza senza precedenti all’Ucraina, incluse capacità di difesa aerea», ha detto Price.
Sul tema è intervenuta anche la Nato. «Monitoriamo quello che sta facendo l’Iran, chiediamo di non fornire alla Russia droni o missili, sarebbe in violazione della risoluzione Onu», ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un punto stampa con il Primo Ministro della Svezia, Ulf Kristersson. Stoltenberg si è tuttavia rifiutato di entrare nello specifico delle informazioni di intelligence.
Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha annunciato su Twitter possibili sanzioni contro l’Iran: «interveniamo rapidamente contro l’Iran che sostiene la guerra della Russia in Ucraina. Accolgo con favore la decisione del Consiglio Europeo di adottare a tempo di record misure restrittive contro coloro che in Iran forniscono sostegno militare alla Russia».
Contro l’Iran si scaglia in modo diretto il presidente ucraino Zelensky che nel corso di un’intervista rilasciata ieri all’emittente televisiva canadese CTV ha dichiarato che il Paese ha preso “soldi sporchi di sangue” dalla Russia per aver fornito droni kamikaze. «Non mi fido della leadership iraniana – ha aggiunto. – Hanno negato pubblicamente tutto questo, dicendo che non abbiamo venduto nulla, ma ecco che vediamo: centinaia di attacchi, in Ucraina, nella capitale, contro le infrastrutture civili, le scuole, nelle vicinanze dell’università, nell’università e nella chiusura del nostro sistema energetico. L’Iran fornisce loro droni, l’uccisione di ucraini. Questo è ciò che hanno concordato. Concordato per denaro. Questo denaro sporco di sangue che l’Iran sta guadagnando. Stiamo parlando con precisione. L’Iran fornisce droni che hanno ucciso ucraini e continuano a uccidere. Non si tratta di uno a cinque. Non è un incidente. Sono centinaia».
L’Iran ha prontamente respinto le accuse, come sottolineato ieri sera dall’ambasciatore di Teheran all’Onu, Amir Said Iravani. Il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, come riporta Mehr, avrebbe “chiesto alle autorità ucraine di fornire prove riguardo al presunto uso di droni iraniani nella guerra in Ucraina” da parte della Russia. «Non abbiamo fornito alla Russia alcuna arma iraniana da utilizzare nella guerra contro l’Ucraina», ha detto in una telefonata con l’omologo croato Gordan Grlić-Radman in cui ha affermato che l’Iran è “fermamente contrario alla guerra” e alla fornitura di armi alle parti in conflitto.
“Putin sta fallendo”
«Il presidente russo ha commesso un grave errore invadendo l’Ucraina. Fu costretto a ritirarsi dai territori del nord intorno a Kiev. Poi hanno lanciato una grande offensiva nel Donbass, quell’offensiva è stata bloccata dalle coraggiose forze ucraine», ha detto il segretario dell’Alleanza Stoltenberg definendo “in fallimento” la guerra portata avanti dalla Russia.
Svezia vs Turchia
Durante lo stesso punto con Stoltenberg, il premier norvegese Ulf Kristersson ha dichiarato, riferendosi all’ingresso del Paese nella Nato: «stiamo approvando le leggi necessarie per attuare il memorandum con la Turchia. La lotta al terrorismo per noi è cruciale».
Da Kherson alla Russia
Mosca avrebbe iniziato il “reinsediamento” in Russia dei civili evacuati dalla regione di Kherson, nell’Ucraina meridionale, come già annunciato ieri dal governatore filorusso Volodymyr Saldo. Lo riporta il Guardian, che cita i funzionari filorussi nella regione. Gli stessi starebbero anche “seriamente” prendendo in considerazione un grande ritiro delle loro forze dall’area a ovest del fiume Dnipro.
Cinesi fuori dall’Ucraina
Il vice ministro degli Esteri cinese Ma Zhaoxu, intervenuto a margine del XX Congresso nazionale del Partito comunista, ha invitato tutti i cittadini cinesi a “restare in contatto” con l’ambasciata a Kiev e “ad evacuare il prima possibile”, lasciando l’Ucraina. «Dopo lo scoppio della crisi in Ucraina, l’ambasciata ha aiutato oltre 5.200 connazionali a lasciare il Paese. Per questo, alla luce degli ultimi sviluppi, colgo l’occasione per rinnovare l’invito ai nostri concittadini a partire quanto prima», ha detto.
Nuove dal fronte
Il sistema energetico ucraino è messo a dura prova dagli attacchi russi contro “le infrastrutture energetiche nelle regioni centrali e settentrionali dell’Ucraina”. Il servizio di monitoraggio Netblocks ha riferito che la compagnia energetica nazionale Ukrenergo ha dovuto introdurre dei blackout a rotazione che hanno causato il crollo dell’80% della connessione Internet nella regione di Kiev.
Questa notte le forze di Mosca avrebbero infatti bombardato “un’impresa industriale e una centrale energetica” nel distretto di Kryvorizka, come ha riferito il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipro Valentyn Reznichenko.
Intanto le forze ucraine avrebbero respinto attacchi russi in 9 villaggi nell’est del Paese, in particolare a Bilohorivka, nella regione di Luhansk, e Bakhmut, Bakhmutske, Klishchiivka, Krasnohorivka, Novomykhailivka, Nevelske, Opytne e Marinka, nella regione di Donetsk. Lo riferisce su Facebook lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, come riportato da Ukrinform. «In violazione del diritto umanitario internazionale, delle leggi e degli usi di guerra, il nemico continua a colpire le infrastrutture critiche e le abitazioni civili», si legge.
L’Italia per l’Ucraina, l’iniziativa a Montecitorio
In Italia, alla Camera dei deputati, nasce l’intergruppo parlamentare United for Ukraine – Italia, su iniziativa di Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico, Riccardo Magi, deputato e presidente di Più Europa, con Anna Ascani, deputata del Partito Democratico e vicepresidente della Camera, e Benedetto Della Vedova, deputato e segretario di Più Europa. Si tratta, come spiegato da Quartapelle, di “un’iniziativa di dialogo tra il Parlamento italiano, quello ucraino, quello europeo e quelli di vari altri Paesi europei e appartenenti alla Nato, che coltiviamo dalla scorsa legislatura“.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/KIMMO BRANDT