Al via la stretta Ue per fermare gli abusi sui contenuti online e tutelare gli utenti del web
Entra ufficialmente in vigore il Digital Service Act, la stretta Ue per fermare gli abusi sui contenuti online in modo da tutelare gli utenti del web. I primi adempimenti scatteranno da domani e da febbraio la platea coinvolta sarà più ampia.
Parliamo, al momento, di 19 grandi gruppi online con oltre 45 milioni di utenti che sono già stati designati in base alla legge. Ci sono due motori di ricerca (Bing e Google Search) e 17 piattaforme, con social media (Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, Snapchat, LinkedIn, Pinterest), e-commerce (Alibaba AliExpress, Amazon, Apple, Zalando) o servizi (Google Play, Google Maps e Google Shopping), ma anche Booking, Wikipedia e YouTube.
Il commissario europeo al mercato interno, volto della riforma, Thierry Breton ha dichiarato che la priorità dell’applicazione sarà “la protezione dell’infanzia”, ma non tutti sono d’accordo. Secondo il capo delegazione della Lega al Parlamento europeo Marco Campomenosi il Dsa “rafforzerà la censura su Internet”: «a dispetto di belle intenzioni e nobili scopi, nasconde una vera e propria legge bavaglio Ue». Secondo Breton invece, “moderazione dei contenuti non significa affatto censura“, ci sarà solo “trasparenza sui processi degli algoritmi, sui bot e sulle pubblicità mirate”.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha spiegato che “a partire da oggi, le grandi piattaforme online devono applicare la nuova legge” e ha aggiunto, su X, come “stiamo portando i nostri valori europei nel mondo digitale. Con regole severe in materia di trasparenza e responsabilità, la nostra legge sui servizi digitali mira a proteggere i nostri bambini, le nostre società e le nostre democrazie“.
di: Micaela FERRARO
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