Il Paese rallenta sul divieto alle trivelle
Prima l’apertura, poi lo stop che potrebbe addirittura trasformarsi in un parziale dietrofront: il Governo dell’Ecuador infatti prende tempo sull’attuazione del referendum sulle trivelle in Amazzonia. Il 59,14% della popolazione aveva votato per vietare lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi all’interno del Parco Nazionale Yasuni.
Ora però l’Ecuador, che attende il ballottaggio di ottobre per rinnovare il suo presidente, rallenta, benché il Governo abbia chiarito che rispetterà il risultato del referendum.
Il ministro dell’Energia e delle Miniere, Fernando Santos ha infatti dichiarato che ci sarebbero “ragioni costituzionali” per mantenere attivo il Blocco 43 di estrazione nel Parco nazionale Yasunì, perlomeno nel breve periodo.
Nella regione di Orellana infatti la maggioranza è andata al “No”, con il 57,99% della popolazione contraria a interrompere le estrazioni che rappresentano un elemento centrale nell’economia del Paese.
Così, secondo il ministro la Costituzione stessa indicherebbe la volontà degli “abitanti del territorio” come unica linea da seguire.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/Fernando Gimeno