Una task force di 16 esperti stilerà un vedemecum per valutare in modo univoco, trasparente e attendibile i fenomeni segnalati
Gli avvistamenti di ufo e alieni è una questione “molto seria”. Per questo la Nasa ha nominato e riunito a Washington una task force di 16 esperti fra astronauti, fisici, astrobiologi, con il compito di stilare un modus operandi univoco e attendibile, da applicare in ogni possibile avvistamento o episodio sospetto.
Per farlo, gli esperti hanno preso in esame 800 casi, operando una rigida selezione fra quelli già ufficialmente segnalati e quelli più apparentemente plausibili. Secondo il gruppo la forbice di eventi “potenzialmente anomali” fra questi va dal 2 al 5%.
Il presidente della task force David Spergeln ha annunciato che il report sarà pubblicato entro fine luglio.
«Al momento non abbiamo dati espliciti che suggeriscano l’esistenza di un collegamento tra i fenomeni anomali non identificati e la vita aliena» spiega l’astrofisico David Grinspoon, evidenziando come questo non debba traviare l’attenzione né verso una morbosità sensazionalistica né verso lo stigma.
Proprio per accentuare il valore della trasparenza, la conferenza della Nasa è stata trasmessa in diretta streaming e lo studio riguarda solo ed esclusivamente dati pubblici. Gli esperti si sono infatti pronunciati anche contro la secretazione di dati e documenti, spesso e volentieri imposta non tanto per il contenuto quanto più per la presenza nelle immagini di codici identificativi di velivoli militari.
Il gruppo di ricerca promette dunque di muoversi senza pregiudizi e con la massima trasparenza, poco importa che questo porti a individuare un’effettiva testimonianza di vite extraterrestri o che si giunga alla scoperta di nuovi fenomeni fisici.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/ADAM VAUGHAN