L’industria dei videogame gioca un ruolo importante nell’economia mondiale
Si è sempre detto, i videogiochi fanno male alla salute ed hanno un impatto negativo soprattutto sui giovani. Non tutti però sono d’accordo su questo, infatti, l’Università inglese di York ha deciso di pubblicare un vademecum a livello governativo su come la ricerca nel settore videoludico possa provocare fenomeni di crescita sociale, culturale ed economica.
Il Dipartimento per la Cultura, i Media e lo Sport ha reso pubblico buone pratiche che hanno il compito di guidare la prossima generazione di ricerca sui videogiochi, proprio come risposta alle richieste di un’analisi più ampia di qualità sull’impatto che quest’industria ha sulla società.
Il “Video Games Research Framework” vuole quindi fornire aiuto a dei ricercatori per allestire un banco di prova più consistente per i rappresentanti della politica, l’industria videoludica e quindi i giocatori. Il rapporto evidenzia la volontà e la necessità di assicurare che le politiche siano sostenute dalle migliori prove possibili per guidare la crescita del settore e massimizzare gli impatti positivi dei giochi, riducendo al contempo i rischi di danni causati dal loro abuso e dalla dipendenza da gaming.
«L’impatto dei videogiochi ha fatto più volte notizia nei media di tutto il mondo, ma spesso la qualità della ricerca non è sufficiente a sostenere con forza le affermazioni che vengono fatte», ha detto David Zendle, dottore del Dipartimento di Informatica dell’Università di York, il quale ha fatto parte del gruppo di lavoro che ha sviluppato il quadro di riferimento.
«Poiché i videogiochi sono giocati da oltre metà degli adulti britannici e rappresentano un’industria creativa in piena espansione, abbiamo bisogno di dati affidabili che dimostrino l’impatto che i videogiochi possono avere, in positivo o in negativo, sugli individui e sulla società. Solo così potremo scoprire come far crescere e sostenere in modo responsabile le aziende di videogiochi».
La ricerca dell’Università di York si è posta come obiettivo quello di raccogliere dati e sviluppare prototipi che mostrino come l’uso che i videogiochi possa essere usato nelle terapie per la salute mentale e nell’educazione, oltre ovviamente a studiare l’impatto della regolamentazione dei videogame per i più giovani. «L’obiettivo del quadro di riferimento è quello di facilitare la ricerca di alta qualità che può essere utilizzata per informare le politiche future e le migliori pratiche nel settore stesso», ha spiegato Zendle.
Il mondo dei videogiochi ha un impatto non da poco sull’economia: i dati raccolti nel 2019 hanno dimostrato che quest’industria contribuisce con 2,8 miliardi di sterline e impiega 27mila individui. Nell’ambito della Creative Industries Sector Vision, il governo si è impegnato a far crescere le industrie creative di 50 miliardi di sterline, a sostenere un milione di posti di lavoro in più e a costruire una pipeline di talenti futuri entro il 2030. Questo include l’aumento di 5 milioni di sterline per l’UK Games Fund, destinato agli studi di sviluppo di videogiochi del Regno Unito che vogliono realizzare la propria idea e attrarre investimenti futuri.
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY