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La madre, di 42 anni, ha aiutato la figlia nell’operazione

Nel Nebraska, Usa, una 19enne ha utilizzato pillole abortive per l’interruzione della gravidanza all’inizio del terzo trimestre e per questo è stata condannata a 90 giorni di carcere e due anni di libertà vigilata.

L’arresto è avvenuto dopo che la ragazza, Celeste Burgess, si era dichiarata colpevole per “occultamento illegale di resti umani”. L’adolescente e la madre (42 anni) sono state condannate dopo che la polizia è riuscita ad avere i loro messaggi privati su Facebook, che mostravano le due mentre discutevano dei piani per interrompere la gravidanza e “bruciare le prove”.

Gli inquirenti hanno comunicato che la 42enne aveva ordinato sul web delle pillole abortive e le aveva date a sua figlia nell’aprile 2022, quando la ragazza aveva appena 17 anni e si trovava all’inizio del terzo trimestre di gravidanza. In seguito avrebbero seppellito insieme i resti del feto secondo quanto ha comunicato la polizia. 

«La corte ritiene appropriata la libertà vigilata ma ritiene la reclusione necessaria considerata la serietà del reato e il mancato rispetto della legge», ha detto il giudice. In Nebraska è stato di recente introdotto il divieto di praticare interruzioni di gravidanza dopo la dodicesima settimana.

L’inizio dell’indagine

A giugno 2022 era stata aperta un’indagine, quindi prima che la Corte Suprema annullasse il diritto nazionale all’aborto e chiedesse agli Stati Usa di determinare se o come approvare la procedura. All’epoca, le due risiedevano nel Nebraska dove gli aborti erano stati vietati a 20 settimane dal concepimento. Nel 2023, i legislatori hanno approvato un divieto di aborto dalle 12 settimane dopo il concepimento.

Negli ultimi anni gli Stati guidati dai repubblicani hanno subito modifiche riguardo restrizioni all’aborto. Di conseguenza un maggior numero di donne ha cercato pillole abortive da comprare online come soluzione alternativa per interrompere la gravidanza. Greer Donley, professore associato di giurisprudenza presso la School of Law dell’Università di Pittsburgh, ha detto: «questo caso è davvero triste perché le persone ricorrono a mezzi del genere quando sono davvero disperate, e ciò che rende le persone davvero disperate sono i divieti di aborto».

di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK