Marco Buschmann

Macron e Biden avranno un bilaterale incentrato soprattutto sull’Ucraina

Il ministro della giustizia di Berlino, Marco Buschmann, ha dichiarato che la distruzione “sistemica” delle infrastrutture energetiche che Mosca sta perpetrando all’Ucraina è da considerarsi un “crimine di guerra“. Gli attacchi alle forniture di elettricità e riscaldamento sono fatti “al fine di tenere le persone nei loro appartamenti per un inverno in cui le temperature potrebbero scendere a -30 gradi centigradi“.

A proposito di sicurezza energetica, l’Aiea ha annunciato che “rafforzerà la sua presenza in tutte le centrali nucleari ucraine per proteggere le infrastrutture energetiche del Paese“. Oggi il direttore dell’Agenzia Grossi ha avuto un colloqui con Kuleba nel corso della riunione dei ministri degli Esteri della Nato in Romania.

Grossi e Kuleba avrebbero discusso anche della creazione di una zona di sicurezza nucleare attorno alla centrale di Zaporizhzhia.

In Italia la riunione delle commissioni Difesa e Sanità del Senato ha ritirato ufficialmente l’emendamento dei relatori al decreto Nato sulla proroga dell’invio di armi all’Ucraina fino a dicembre del 2023. A chiederne il ritiro era stato il Partito Democratico.

Nel frattempo Stoltenberg punta il dito contro Putin che “vuole usare l’inverno come arma e invita i Paesi dell’Alleanza a fornire altre armi, proseguono i tentativi di negoziato in Occidente con il bilaterale Parigi-Washington in programma per questa settimana.

Blinken ha dichiarato che “la Nato è più forte e più unita di ogni momento che io possa ricordare in circa 30 anni, grazie anche alla eccezionale leadership del Segretario generale Stoltenberg. Riaffermeremo il nostro sostegno all’Ucraina e il lavoro che stiamo realizzando per rafforzare la nostra alleanza. Presto avremo due nuovi membri dell’alleanza, poiché la Svezia e la Finlandia sono con noi per questo incontro di oggi, anche questo è importante“. Il Segretario di Stato statunitense, impegnato nella ministeriale Esteri della Nato ha anche voluto sottolineare che “il principio fondamentale che portiamo per l’aggressione russa all’Ucraina e altre sfide come quelle che Cina ci pone, è che le affrontiamo insieme e uniti, questa è la più grande forza della Nato“.

Tajani: Cina partner e concorrente

Il ministro degli Esteri ha dichiarato: «La Cina è un interlocutore, un partner ma anche un concorrente. Vogliamo dialogare con Pechino, pur tenendo conto di questa realtà e tenendo sempre presente la priorità dei diritti umani – ha spiegato Tajani. – La Cina può svolgere un ruolo importante per spingere la Russia a cambiare atteggiamento e perseguire un percorso di pace e costruire un tavolo che metta a confronto Putin e Zelensky».

Macron incontra Biden

Macron e Biden hanno fatto sapere che il loro incontro riguarderà soprattutto l’Ucraina, come ha confermato anche un alto funzionario dell’amministrazione statunitense: «questa visita è un’opportunità per i due presidenti di coordinarsi sulle questioni globali più urgenti». Le discussioni sull’Ucraina saranno in primo piano insieme a “questioni riguardanti la Cina, l’Iran e la cooperazione energetica ed economica“.

Nessun dialogo è invece all’orizzonte fra Kiev e Mosca, con il portavoce del Cremlino Peskov che nel suo briefing giornaliero ribadisce: «nessun negoziato è possibile in questo momento, perché la parte Ucraina li nega assolutamente. L’operazione militare speciale continua».

Il bilancio dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani aggiorna il bollettino delle vittime civili della guerra a 6.655 morti e 10.368 feriti. Si tratta, come precisa l’organizzazione, dei soli numeri verificati, dunque i numeri effettivi potrebbero essere ben più elevati.

Colloqui sul nucleare

Sul piatto anche i colloqui sul disarmo che sarebbero dovuti iniziare al Cairo e che sono stati rinviati “unilateralmente” dalla Russia, come hanno sostenuto gli Stati uniti. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano ha precisato alla Cnn che Mosca “proporrà nuove date” e che “sono pronti a riprogrammare il prima possibile poiché la ripresa delle ispezioni è una priorità per sostenere il trattato Start come strumento di stabilità“.

Frizioni fra Mosca e il Vaticano

Non sono rimaste inascoltate le parole pubblicate sulla rivista americana dei gesuiti America Magazine con cui il Papa accusa le atrocità dell’esercito russo in Ucraina. L’ambasciatore russo in Vaticano Alexander Avdeev ha espresso alla Tass la sua “indignazione per le strane dichiarazioni attribuite a Papa Francesco nella sua intervista“, pur ribadendo che “l’unità del popolo russo multinazionale è incrollabile e nessuno potrà metterla in discussione“.

Kuleba contro Orban: “usa l’Ucraina come ostaggio con l’Europa”

Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba è tornato ad accusare il premier ungherese Orban, che “sta giocando la sua partita con l’Unione europea e a volte usa l’Ucraina come ostaggio di questa relazione“. Dalle righe di un’intervista rilasciata a Politico, Kuleba ha lanciato un appello al popolo ungherese: «qualunque cosa leggiate nei vostri media ufficiali, gli ucraini non hanno alcuna animosità nei confronti degli ungheresi. Siamo stati amici, siamo amici e saremo amici. Ma dobbiamo vincere questa guerra, ed è nell’interesse dell’Ungheria che l’Ucraina vinca».

di: Marianna MANCINI

FOTO: EPA/SARAH SILBIGER / POOL