Il guardasigilli imputa ai tre giudici milanese una “grave e inescusabile negligenza”
È stato avviato un procedimento disciplinare, da parte del ministero della Giustizia, nei confronti dei giudici della Corte d’Appello di Milano intorno al caso Artem Uss.
I giudici sono stati accusati di “grave e inescusabile negligenza” per la decisione di concedere gli arresti domiciliari all’imprenditore. Il ministro Nordio reputa che i tre giudici milanesi abbiano deciso per i domiciliari “senza prendere in considerazione” le circostanze che arano state evidenziate dalla Procura generale che si era detta contraria ai domiciliari.
Nordio accusa i giudici di “non aver valutato” gli elementi che mostravano “l’elevato e concreto pericolo di fuga“
Domani, 20 aprile, si terrà un’informativa urgente del ministro della Giustizia, come preannunciato in aula a Montecitorio dalla vicepresidente della Camera, Anna Ascani.
Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, ha commentato così la notizia: «una regola fondamentale della materia disciplinare, immediata traduzione del principio della separazione dei poteri, è che il ministro e il Consiglio superiore della magistratura non possono sindacare l’attività di interpretazione di norme di diritto e quella di valutazione del fatto e delle prove. Sarebbe assai grave se questo limite, argine a tutela della autonomia e della indipendenza della giurisdizione, fosse stato superato».
«Una grave invasione di campo nella sfera di competenza della giurisdizione, con inaccettabile intromissione sul sindacato interpretativo delle norme e sulla valutazione degli elementi di fatto sottesi alla decisione, che non possono essere oggetto di azione disciplinare, se non a costo di minare in radice l’autonomia e l’indipendenza dei giudici» ha affermato l’Associazione nazionale magistrati, che esprime “forte e viva preoccupazione della magistratura alla notizia dell’azione disciplinare promossa dal ministro Nordio nei confronti dei componenti del collegio della Corte d’appello di Milano”,
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI