Una realtà tradizionale che ha fatto del Made in Italy il suo punto di forza, per gioielli eleganti e unici nel loro genere

“Un diamante è per sempre”, dicono, ma non tutti i diamanti sono come gli altri. Lo sa bene la maison Verdi che da oltre 50 anni si distingue per la creazione di gioielli unici nel loro genere per forma e abbinamenti, sempre nel segno della più alta qualità Made in Italy. Ne abbiamo parlato con il CEO Marco Verdi.

Tradizione e innovazione, potremmo descrivere così la sua azienda?
«Per certi versi, sì. Noi produciamo e commercializziamo gioielli che si distaccano dalla tradizionale idea di “gioielli in diamanti” classici: giochiamo sui volumi, sui colori, ci lasciamo ispirare dalla natura e abbiamo uno studio di design interno che ogni giorno progetta cose sempre diverse. Offriamo alla nostra clientela un’esperienza a 360 gradi: non vogliamo semplicemente vendere un gioiello, vogliamo che chi ci sceglie abbia un gioiello di personalità, elegante sì ma soprattutto con uno stile non replicabile, unico».

Qual è il vostro target di riferimento?
«Ci rivolgiamo alle donne che posseggono già i gioielli classici e che cercano qualcosa di diverso, di più esclusivo: una persona indipendente, moderna, determinata nelle proprie scelte, che ama provare emozioni indossando un gioiello di lusso, magari personalizzato».

Rivendicate con molta passione la vostra italianità. Quanto è importante per la vostra storia?
«Moltissimo. La Verdi è nata nel 1971 ed è passata di padre in figlio sempre nel segno della tradizione, senza mai rinunciare ai propri capisaldi, a partire proprio dall’italianità. Rivendichiamo il nostro stile, italiano al 100%. Potremmo dire che siamo “difensori del Made in Italy”: tutte le nostre creazioni vengono pensate e realizzate nel nostro laboratorio. Abbiamo avuto in passato la possibilità di delocalizzare la nostra produzione ma ci siamo sempre opposti. Probabilmente produrre a Valenza ha un costo leggermente superiore ma ci permette di avere un controllo sui prodotti e una qualità finale di cui andiamo molto fieri. Qui abbiamo uno staff di disegnatori e un laboratorio che viene seguito giornalmente e vediamo nascere il gioiello, lo seguiamo dalla prototipazione fino alla creazione finale».

Tra i prodotti “must have” di Verdi molto celebre è il bracciale a molla, genere che ha appassionato il mercato americano. Ogni anno nascono un centinaio di modelli nuovi, che variano per volumi e colori: corallo, turchese, malachite, un sapiente mix di eleganza e divertimento. Gioielli che convincono il mondo intero: come ci spiega il signor Verdi l’80% delle creazioni viene esportato e quelli statunitensi e mediorientali – soprattutto di Qatar ed Emirati – sono i mercati più soddisfacenti. “La nostra ambizione per il futuro è diventare una realtà nel mercato orientale, cinese per la precisione, su cui contiamo di approdare tra il 2025 e il 2026”.

Quali sono i vostri progetti per il futuro, oltre all’espansione verso Oriente?
«Ci piacerebbe aprire qualche negozio monomarca, da soli o con l’aiuto di qualche partner. È un progetto embrionale ma perché no, l’idea ci entusiasma».

Guardare sempre avanti insomma, tanto geograficamente quanto tecnologicamente.
«Esatto. La nostra è una realtà sì artigianale e molto legata alla tradizione ma che non ha mai chiuso la porta in faccia all’innovazione. Oggi abbiamo dei sistemi di progettazione digitale al passo con i tempi che ci permettono di produrre più velocemente e con maggiore precisione i nostri pezzi. Il computer ci dà la possibilità, ad esempio, di avere la prototipazione quasi in tempo reale in 3D, così possiamo passare dal disegno al pc a un modello in cera con i volumi del gioiello finito».

Un gioiello firmato Verdi è, insomma, garanzia di tradizionalità quanto di eleganza e unicità; molto più che un semplice accessorio da indossare, è un ornamento ma anche una vera opera d’arte, destinata a far brillare la fortunata persona che lo indosserà.