Dopo un pomeriggio movimentato in serata arriva la notizia dell’intesa, Senato a FdI e Camera alla Lega

Sarebbe stato raggiunto l’accordo in tarda serata sui nomi dei futuri presidenti di Senato e Camera.

Al fedelissimo di Giorgia Meloni, Ignazio Benito Maria La Russa, andrà la presidenza del Senato, mentre alla Camera la presidenza sarà affidata al leghista Riccardo Molinari. A essere determinante nello sblocco dell’impasse il passo indietro di Roberto Calderoli.

Domani Montecitorio inaugurerà la prima seduta del nuovo Parlamento e sono ancora molti i nodi che il nuovo Esecutivo deve risolvere prima di diventare operativo a tuti gli effetti. Giorgia Meloni è al lavoro per definire la squadra di Governo “penso che non possiamo perdere tempo, la situazione dell’Italia non è facile” ha detto la candidata premier.

Nonostante il dibattito sia aperto nel centrodestra e nel partito stesso, Meloni ribadisce l’esigenza di un governo politico, ossia che abbia “un mandato popolare, una guida politica, una maggioranza nata nelle urne e non nel palazzo, un programma e una visione chiari“.

«Il nostro – prosegue Meloni – sarà il governo più politico di sempre». È forse anche per questo che il confronto con gli alleati si fa anche sempre più aspro proprio sui nomi da incasellare. Fra i nodi sul tavolo, che a questo punto arriveranno al pettine fra domani e venerdì, c’è proprio la Presidenza del Senato che per FdI spetta inevitabilmente a Ignazio La Russa, mentre la Lega controbatte col nome di Roberto Calderoli.

Lo rivendica Molinari, anche se Salvini cerca ancora la mediazione e invoca “al più presto un vertice con Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi” dopo l’incontro dello scorso weekend con gli alleati che però aveva lasciato irrisolte diverse questioni.

In mattinata ancora segnali di distensione da Meloni che assicura: con gli alleati Salvini e Berlusconi “ci vedremo più tardi, sono ottimista“. Intanto il segretario della Lega ha convocato un consiglio federale alle 16.

A sciogliere le riserve sui presidenti delle Camere è invece il senatore di Fdi Giovanbattista Fazzolari, secondo cui “non ci sono problemi, un accordo c’è“. Fazzolari nega anche la presenza di criticità sulla squadra di Governo con gli alleati.

Questa mattina è stato al centro del dibattito il ritorno di Silvio Berlusconi a Palazzo Madama, dopo 9 anni, per la registrazione come senatore accompagnato da Anna Maria Bernini.

In serata Meloni e La Russa si sono recati a Villa Grande per un vertice preliminare, che si sarebbe dovuto allargare anche a Salvini. Dopo circa un’ora e mezza la leader di FdI ha lasciato la Villa, mentre Salvini non ha raggiunto i colleghi di colazione e ai cronisti ha annunciato di stare “andando dalla fidanzata“. Secondo quanto viene fatto trapelare da fonti della Lega il segretario Salvini avrebbe incontrato Meloni oggi, lontano da occhi indiscreti e avrebbe detto ai politici del Carroccio di tenere “i cellulari accesi, la notte può portare consiglio”. Tra le ipotesi c’è un nuovo incontro con la premier in pectore domattina, prima delle votazioni al Senato.

La Lega si dice pronta a occuparsi di economia, sicurezza, opere pubbliche e autonomia

Dopo un’ora il consiglio federale della Lega alla Camera si è concluso e il partito guidato da Matteo Salvini “non vede l’ora di cominciare a occuparsi dei dossier di governo” fanno trapelare fonti del partito. Da quanto emerge Salvini ha annunciato che la Lega sarà pronta, sapendo “come farlo e con chi farlo“, se verrà chiesto di occuparsi di temi come economia, sicurezza, opere pubbliche e autonomia. Il segretario del Carroccio sottolinea inoltre che “sarà un onore” farlo, volendo spiegare che dal consiglio federale non è stato espresso nessun veto, preclusione o impuntatura, ma che “c’è massima disponibilità a confrontarsi e ad assumersi tutte le responsabilità richieste da un momento così difficile per il Paese“.

Claudio Durigon ha spiegato che in merito all’ipotesi di Calderoli alla presidenza del Senato “c’è una trattativa in corso, a breve vedremo i risultati“. Sulla possibilità di una riconferma di Giorgetti all’Economia Durigon ha sottolineato come si tratti del “nostro vicesegretario e il nostro ministro uscente” negando che Salvini non sia d’accordo o che non lo consideri in quota Lega.

Lo stesso Giancarlo Giorgetti dopo l’incontro con Matteo Salvini ha spiegato come ci sia “ancora tempo ma non troppo” per sciogliere i nodi all’interno della coalizione di centrodestra.

PD: unità è fondamentale

Il segretario del Partito Democratico ha esposto l’importanza di “unità” all’assemblea dei parlamentari democratici. Enrico Letta ha sottolineato che “nei prossimi giorni sceglieremo capogruppo, vicepresidenti” si tratterà di ruoli a cui potrebbero essere interessati in molti “ma che solo alcuni avranno” con il rischio di creare “contenti e scontenti“, ma “l’unità tra di noi è fondamentale“.

di: Marianna MANCINI

aggiornamento: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI